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Un'amicizia difficile

le relazioni tra Germania e Israele secondo il giornale tedesco Zeit

Angela Merkel e Benjamin Netanyahu, un'amicizia alla prova delle grandi sfide internazionali

Angela Merkel e Benjamin Netanyahu, un'amicizia alla prova delle grandi sfide internazionali AP

Trump e Putin, talvolta il principe bin Salman dell'Arabia Saudita o Khamenei, sono i protagonisti del nostro tempo più discussi negli articoli che si occupano di relazioni internazionali. Il giornale tedesco die Zeit ha però esplorato anche una pagina spesso trascurata, quella delle relazioni tra la Germania di Angela Merkel e l'Israele di Bibi Netanyahu. 

In questo articolo del 4 giugno 2018, il corrispondente da Tel Aviv Richard C. Schneider racconta di rapporti molto cordiali tra la Cancelliera tedesca e il premier israeliano. Gli israeliani non avrebbero dimenticato il discorso della Merkel alla Knesset nel 2016, quando la leader tedesca affermò che la difesa di Israele è parte integrante della "ragion di Stato tedesca". In patria, la Cancelliera cercherebbe in tutti i modi di arginare l'antisemitismo, anche con la nomina di una specifica autorità. 

Tuttavia la relazione sarebbe molto più complessa di così. In realtà dal punto di vista di Bibi, secondo Schneider, il grado di antisemitismo o meno dei governi con cui lavora sarebbe meno importante degli interessi ebraici e israeliani. E tra questi ultimi rientrano senza dubbio i fascicoli sull'Iran e sul comportamento dei Paesi di Visegrad, vicini della Germania che hanno spesso posizioni antisemite piuttosto radicali.

Bibi intenderebbe gestire i problemi della diaspora in modo completamente diverso da quello previsto da un insieme di convenzioni diplomatiche consolidate dal tempo e dalla tradizione. Ciò si ravviserebbe soprattutto nella relazione non sempre facile tra Netanyahu e gli ebrei americani, il 70% dei quali era elettore di Obama, che con lui non aveva ottimi rapporti. Bibi sarebbe intento a gestire soprattutto un crescente disaccordo delle comunità ebraiche diasporiche nei confronti della sua politica. Insomma, Netanyahu sarebbe poco interessato alle rassicurazioni che si fa di tutto per prevenire e isolare gli antisemiti. 

Come si è detto, vorrebbe sostegno e "coscienza del problema" (Problembewusstsein) costituito dall'Iran, in particolare. La Germania finora è un grande alleato di Israele, il più importante in seno all'Europa. Netanyahu vorrebbe un suo maggiore coinvolgimento nel dossier siriano, nelle questioni di Iran e Libano, dove gli hezbollah hanno tutta la possibilità, purtroppo, di colpire Israele. Bibi paventa una guerra su larga scala nella zona, e ha bisogno di altre rassicurazioni che non siano quelle sull'arginamento dell'antisemitismo in Europa. 

I rapporti con la Merkel sono corretti e rispettosi, anche comprendendo alcuni rimbrotti della Merkel a Netanyahu sull'importanza di rispettare i diritti umani a Gaza. Tuttavia Bibi si chiederebbe sempre che cos'ha da contrapporre la Merkel ai rischi di un bagno di sangue, se i palestinesi entrassero in massa in territorio israeliano. Probabilmente poco, anche perché l'Unione Europea è molto divisa. 

L'articolo di Schneider si conclude quindi ricordando che, se Netanyahu non troverà in Merkel l'alleato che desidera su Medioriente, Iran e Gaza, non esiterà a rivolgersi agli USA.

Carolina Figini, Redazione Gariwo

7 giugno 2018

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