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Il terrorismo e la stampa

The 'Indipendent sceglie di non mostrare più immagini dell'Isis

Contro la logica del sensazionalismo, il giornale londinese The Indipendent e il Fatto Quotdiano hanno deciso di limitare le notizie sull'Isis allo stretto necessario. Verranno date unicamente le informazioni sugli ostaggi caduti nelle mani dei terroristi, ma non verrà dato spazio né a immagini scioccanti né a proclami o reazioni emotive che servirebbero solo ad accentuare la visibilità dei terroristi. Troppo evidente è infatti la strategia comunicativa di questi gruppi, composti per lo più da individui cresciuti su Internet e sui social media, una strategia che vuole portare al massimo livello di coinvolgimento l'opinione pubblica internazionale al fine di dimostrare il proprio potere e la minaccia che esso rappresenta. Già da qualche tempo la stampa inglese attua una forma di ridimensionamento della propaganda estremistica sfumando gli insulti verso le autorità, ma questa sembra una falsa soluzione del problema.

Il mondo dell'informazione si trova di fronte al dilemma se esercitare fino in fondo il diritto/dovere di cronaca o limitarlo per l'involontaria visibilità che deriverebbe ai gruppi terroristici da questo esercizio democratico. La qual cosa ricorda e in qualche modo interseca la questione se dare spazio e informare equivalga anche a legittimare forme di estremismo che per alcuni andrebbe semplicemente cancellato a partire dal silenzio che su di esso è bene stendere. 

Di fronte a questa difficile scelta mantenere un punto di equilibrio è fondamentale, tanto più che l'uso e il controllo anche indiretto dei mezzi di comunicazione si rivela come uno degli strumenti mediante i quali viene condotta la guerra dichiarata dall'Isis al mondo occidentale e ai suoi alleati. L'autoaffermazione del terrorismo passa anche attraverso la sua capacità di far parlare di sé a tutti i costi, compresa la macabra propaganda dei suoi omicidi. Parte della stampa occidentale sta cominciando a respingere il suo gioco. 

7 ottobre 2014

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