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Indonesia, processo al governatore "blasfemo"

la prima udienza è stata segnata da pianti e viva emozione

Un'immagine del processo, trasmesso dalla tv indonesiana

Un'immagine del processo, trasmesso dalla tv indonesiana EPA

Basuki Tjahaja Purnama, conosciuto come Ahok, in aula a Jakarta alla prima udienza del suo processo per "blasfemia", ha pianto. In carica come governatore della regione indonesiana dove si trova la capitale, è il primo eletto non musulmano da 50 anni. 

Durante la campagna elettorale per il governatorato, gruppi di estremisti islamici definiti dalle associazioni per i diritti umani e la laicità "minoranza rumorosa" avevano invocato un versetto del Corano dove il Profeta avrebbe raccomandato ai musulmani di non accettare autorità che non professino la stessa fede. 

Ahok durante un comizio ha ripreso il versetto in questione, fornendo un'interpretazione laica e dicendo che non vi venivano raccomandate la disobbedienza o il rifiuto dell'autorità. Non l'avesse mai fatto. Subito è scattata l'accusa allo "infedele" di essere blasfemo, di parlare del Corano senza averne diritto. 

Il 12 dicembre è iniziato il processo a suo carico per "blasfemia", che molti osservatori considerano importante perché potrebbe dar luogo a un precedente sia pro che anti fondamentalisti. In aula Ahok, che rischia fino a cinque anni di carcere, ha pianto, chiedendo che la sua buona fede sia riconosciuta e che non lo si consideri blasfemo. 

15 dicembre 2016

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