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Iraq, nasce il califfato dei fanatici

ISIS è più brutale ancora di Al Qaeda

Soldati iracheni

Soldati iracheni La Stampa

Secondo il settimanale inglese The Economist, gli ultimi tre anni di sconvolgimenti nella Mezzaluna fertile hanno beneficiato gli estremisti islamici, portando alla proclamazione di un nuovo Stato islamico, o "califfato", che supera perfino Al Qaeda per brutalità e fanatismo
La realtà che ha dato vita a questa nuova formazione politica si chiama ISIS (Islamic State of Iraq and Greater Syria) e ha conquistato Baghdad, Mosul, Falluja, Tikrit - la città natale di Saddam Hussein -, gran parte della Siria del nord e dell'est e dell'Iraq occidentale e settentrionale. Ha sequestrato molti armamenti provenienti dagli Stati Uniti e ha costretto oltre mezzo milione di civili alla fuga. 

Nel nuovo Stato si sono registrati episodi gravissimi come la crocifissione di tre giovani di una cittadina vicino ad Aleppo rei di avere cooperato con una banda di ribelli rivale. Lo scopo è ridurre gli abitanti del Medio Oriente alla sottomissione mediante il terrore. Centinaia di studenti, giornalisti, cooperanti e diplomatici (spesso turchi) sono stati rapiti negli ultimi mesi. ISIS si serve anche più spesso di Al Qaeda della famigerata tecnica di filmare la decapitazione degli oppositori politici e trasmettere i video online. 

Putin sta cercando di far pesare la sua voce nell'area, inviando alcuni jet per sostenere il governo Maliki nella lotta contro questo emergente califfato sunnita- i sunniti sono la denominazione più diffusa dell'Islam, ora sono in una situazione di forte disagio e rabbia secondo la maggior parte degli osservatori e il leader di ISIS Abu-Bakr al-Baghdadi è sicuro di incarnare "il sogno di tutti i musulmani". 

Il portavoce dell'ISIS Abu Mohammad al-Adnani ha invitato da Aleppo tutti i sudditi del nuovo Stato a "respingere la democrazia, la laicità, il nazionalismo e le altre lordure dell'Occidente". "Tornate alla vostra religione", ha intimato ai civili. Fin dalla morte del Profeta Maometto, il califfo veniva indicato come "emiro dei credenti" o "principe" nel mondo musulmano, un'usanza scomparsa con l'Impero Ottomano

Secondo il prof. Charles Lister della Brookings Institution di Doha, intervistato da Repubblica.it, l'annuncio di questo califfato "è il più importante sviluppo nella jihad internazionale dopo l'11 settembre 2001" e "potrebbe segnare la nascita di una nuova era di jihadismo transnazionale e questo rappresenta una minaccia reale per Al Qaeda e la sua leadership". Il governo di Nuri al-Maliki, che in questi giorni sta concordando con i funzionari inviati da Obama "obiettivi importanti", non avrà vita facile nel tentativo di riconquistare Tikrit e le altre località a nord di Baghdad.  

30 giugno 2014

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Fondamentalismo e terrorismo

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La primavera araba del 2011 nel Magreb e le manifestazioni antigovernative in Iran e poi in Siria, Yemen, Bahrein e altri Paesi mediorentali, duramente represse nel sangue, hanno segnato la sconfitta politica del movimento qaedista facente capo a Osama Bin Laden, nel frattempo rintracciato in Pakistan e ucciso nell'assalto delle forze speciali Usa al suo nascondiglio. 
L'11 settembre 2001 aveva segnato una svolta profonda nei rapporti tra Occidente e Islam, basata su un aggravamento della diffidenza nella percezione reciproca.

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