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Kenya: onore al musulmano che difese i cristiani

premiato per il suo coraggio

Salah Farah ferito nell'attacco all'autobus, durante il quale aveva difeso i passeggeri cristiani

Salah Farah ferito nell'attacco all'autobus, durante il quale aveva difeso i passeggeri cristiani www.bbc.com

Un premio per il coraggio a Salah Farah, il musulmano keniota che lo scorso 20 dicembre, durante un attacco terroristico di matrice islamista a un autobus con 60 persone a bordo nel nord-est del Kenya, aveva protetto i passeggeri cristiani dalla violenza degli assalitori. Il riconoscimento, però, arriva postumo perché Farah è deceduto il 17 gennaio dopo quasi un mese di cure al Kenyatta National Hospital di Nairobi, per le complicazioni in seguito alla ferita subita nell’attentato. 
A lui il Presidente Uhuru Kenyatta ha conferito una delle massime onorificenze del paese africano, l'Order Of The Grand Warrior, per "il suo atto di coraggio”.

Farah, insegnante e vice preside di una scuola della città di Mandera, aveva reagito agli ordini dei terroristi di al-Shabaab (cellula somala di al-Qaeda), che volevano separare i passeggeri musulmani da quelli cristiani per uccidere questi ultimi. "Abbiamo chiesto loro di ucciderci o lasciarci andare tutti" aveva poi raccontato Farah.
Il suo gesto aveva raccolto a solidarietà degli altri passeggeri e le donne musulmane avevano passato i loro veli alle donne cristiane quando erano stati tutti costretti a scendere dal mezzo. Poi il passaggio di un camion sulla strada aveva allarmato i terroristi, che si erano momentaneamente nascosti, e i passeggeri erano riusciti a risalire sull'autobus e a scappare. Nell’attacco erano morte tre persone e altre erano state ferite tra cui Farah. 

Il suo sacrificio e il coraggio di tutti gli altri passeggeri ha evitato il ripertersi di un  massacro come quello avvenuto nel novembre del 2014, quando 28 persone in viaggio su un autobus, di cui 23 erano insegnanti, erano state uccise da un commando terroristico.

Durante il ricovero in ospedale, parlando di come si era comportato il giorno dell'attentato, Farah aveva dichiarato a Voice of America che “le persone dovrebbero vivere insieme pacificamente. Siamo fratelli. Solo la religione è differente, quindi io chiedo al mio fratello musulmano di prendersi cura dei cristiani, così che i cristiani si prendano cura di noi… E aiutiamoci gli uni con gli altri e viviamo insieme in pace...".

4 aprile 2016

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