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Marcia dei musulmani contro il terrorismo

promossa da Marek Halter e dall'imam di Drancy

Lo scrittore Marek Halter (primo a d.) e l'imam Hassen Chalghoumi (terzo a s.), Parigi

Lo scrittore Marek Halter (primo a d.) e l'imam Hassen Chalghoumi (terzo a s.), Parigi Thomson Reuters

Una marcia dei musulmani per la pace e contro il terrorismo, partita da Parigi l'8 luglio per concludersi a Nizza il prossimo 14 luglio, passando da Bruxelles, Berlino, Rouen, Tolosa, e ancora a Parigi. L’iniziativa, promossa dall’Imam di Drancy Hassen Chalghoumi e dallo scrittore Marek Halter, fondatore di "SOS racisme”, vuole mobilitare i musulmani contro il terrorismo islamista e contrastare l'ostilità verso i musulmani e gli episodi di razzismo avvenuti in alcuni paesi europei dopo gli attentati. 
A ogni tappa della marcia sarà onorato un luogo della memoria di un attacco terroristico contro cittadini innocenti, religiosi o laici, dal teatro Bataclan di Parigi, a Saint Etienne di Rouvray, nei pressi di Rouen, dove fu ucciso padre Jacques Hamel, da Tolosa a Berlino, teatro dell'assalto a mercatino di Natale.

L'intento degli organizzatori è coinvolgere ad ogni sosta migliaia di persone, cristiani, ebrei, laici e atei che marceranno al fianco dei musulmani in segno d’unione e di fratellanza contro la violenza estremista dello Stato Islamico e degli altri gruppi terroristici.

Anche le autorità saranno presenti nelle manifestazioni programmate lungo il percorso, dal primo ministro belga Charles Michels a Bruxelles, alla cancelliere Angela Merkel a Berlino, mentre all’arrivo a Nizza ci sarà il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, per celebrare la festa nazionale francese e per commemorare i morti nell’attacco del 14 luglio dello scorso anno.

Le comunità musulmane di Francia, Belgio e Germania hanno aderito alla marcia per smentire l’equazione “musulmani = terrorismo e ISIS”, ha detto l'imam Chalghoumi, portavoce del dialogo inter-religioso, in particolare tra musulmani ed ebrei. ”In Francia l’Eliseo è stato informato del progetto e ci sostiene partecipando il 14 luglio a Nizza all’omaggio alle vittime dell’attentato". 

Una trentina di partecipanti è partito da Parigi con un autobus che li condurrà nelle località dell'itinerario, ma altri si aggiungeranno lungo la strada per arrivare a un totale di 60, tra imam e altre personalità religiose musulmane provenienti da Francia, Germania, Belgio, Gran Bretagna, Tunisia. Durante le soste pregheranno per le vittime del terrorismo e dichiareranno che l'Islam può coesistere con altre religioni e culture.

Con questa iniziativa Marek Halter prosegue la battaglia per la libertà d’espressione e la convivenza civile tra i popoli d’Europa che nel gennaio 2015, dopo l’attacco jihadista alla redazione del settimanale francese Charlie Hebdo, lo aveva portato a condividere l’appello di Abdennour Bidar, il filosofo musulmano autore di una "lettera aperta al mondo musulmano”, a “resistere collettivamente all’odio”. “Prima di tutto bisogna esprimere con forza che i musulmani sono nostri fratelli, non nostri nemici. E bisogna che i musulmani a loro volta manifestino e reagiscano con noi” aveva spiegato Halter a Gariwo.

E nel giugno 2016 dopo gli attentati alla stazione di Bruxelles, Halter - in un'intervista a la Repubblica - aveva ribadito il richiamo alla riconciliazione e la volontà di manifestarlo in una marcia. ”L'ho scritto anche nel mio libro Réconciliez-vous! Dobbiamo subito tendere la mano agli islamici che si sono espressi contro gli attentati. Per questo prepariamo una marcia dei musulmani contro il terrorismo, per il 16 settembre. Si andrà da Molenbeek, in Belgio, a Parigi, al teatro Bataclan, 360 chilometri a piedi".

Secondo lo scrittore francese, posto che nel mondo ci sono un miliardo e trecento milioni di musulmani, "il nostro futuro dipende da loro. Se si impegnano a seguire lo Stato Islamico, siamo perduti. Avremo uno scontro terribile, la terza guerra mondiale. Ma se marciano con noi... Chi si batte oggi in Iraq e in Siria contro lo Stato Islamico? I musulmani che non ne condividono l'ideologia".

10 luglio 2017

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