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Progetto Mosul

un museo virtuale contro i saccheggi dell'ISIS

Per reagire alla barbarie della distruzione delle opere d'arte assira nei territori occupati dal Califfo, l'8 marzo è stato lanciato sul Web il "progetto Mosul". 

Si tratta di un museo online 3D che mira a ottenere sia immagini delle opere minacciate che l'aiuto in linea di esperti di patrimonio artistico o di programmazione informatica. 

I due archeologi che guidano il progetto, entrambi volontari, sono Matthew Vincent e Chance Coughenour, intervistati oggi dal giornale francese Le Monde a cui hanno spiegato di essersi attivati dopo avere visto in tv le immagini della distruzione del Museo di Mosul, a febbraio. 

Sono partiti da un messaggio sulla pagina Facebook della Rete europea dei ricercatori del patrimonio digitale, e ora possono già contare sulle stesse tecnologie che utilizza il British Museum per visualizzare i suoi reperti. Intorno al progetto si è radunata una comunità di migliaia di studiosi interessati alle opere assire. Il progetto ha anche generato domanda di lavoro: sono ricercati esperti codificatori e "fotogrammetristi" (per trasformare le opere in immagini 3D).

Lo scempio delle opere d'arte nelle zone occupate dall'ISIS era già stato ricordato anche dal giornalista del Corriere Lorenzo Cremonesi a proposito delle chiese armene, tra cui quella famosa di Deir Es Zor, di cui abbiamo parlato anche su Gariwo. 

A Mosul è stata distrutta dall'ISIS anche la Chiesa di San Giorgio, un episodio che è apparso in video solo adesso, ma risale in realtà all'estate del 2014, quando le milizie del Califfo, dall'Iraq, allargarono il loro dominio alla Siria, iniziando la loro macabra campagna contro i simboli cristiani, utilizzando le chiese anche come dormitori, prigioni, depositi di armi, tribunali islamici e moschee. Nei video dello Stato islamico spesso si assiste alla distruzione di croci.

18 marzo 2015

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