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"Sola a Raqqa"

la filosofa siriana uccisa dall'ISIS a soli 30 anni

Ruqia Hassan

Ruqia Hassan Twitter

Un libro uscito in francese per i tipi di Equateurs, Seule dans Raqqa, della giornalista Hala Kodmani, racconta la storia della professoressa di Filosofia e blogger Ruqia Hassan, conosciuta con lo pseudonimo di Nissan Ibrahim. 

Ruqia Hassan "amava Sartre e Platone, Flaubert e il Corano, i suoi allievi e il suo Paese". Per quattro anni, tramite il suo alterego su Facebook, ha raccontato "i crimini di Bashar-al-Assad, la liberazione della città nella primavera 2013, i jihadisti venuti da tutto il mondo, l'inferno sotto le bombe". 

Scriveva post sui dubbi di una generazione costretta all'improvviso a confrontarsi con il male estremo, come ad esempio: "Non vogliamo Daesh, non vogliamo chi bombarda Daesh, che cosa vogliamo allora?"intervallati da post sulla sua musica preferita e sul suo rifiuto di lasciare la città anche dopo l'invasione jihadista. Scriveva di come l'Isis stava conquistando anche tutti gli spazi Web, impedendole di restare in contatto con la sua famiglia.

Con questi suoi interventi su Facebook, Ruqia, come riporta il giornale inglese The Guardian, infondeva coraggio ad altri giovani come lei che avevano intrapreso la via dell'opposizione anti-Assad per poi trovarsi nella morsa della guerra.

Poi l'ISIS,ritenendola una spia, dopo averla minacciata di tagliarle la testa sempre su Facebook, l'ha assassinata nel settembre 2015.

Tuttavia l'incubo siriano non ha messo fine alla domanda di dignità di una giovane che somiglia molto a Neda, la studentessa iraniana uccisa nel 2009 durante una manifestazione a Teheran.

3 maggio 2017

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docente di studi islamici presso il Dipartimento di filosofia e studi religiosi dell'Università americana della Virginia