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Un nuovo Bataclan a Manchester

di Gabriele Nissim

Le immagini dell'attentato a Manchester

Le immagini dell'attentato a Manchester Foto AP

Un nuovo Bataclan a Manchester. 22 ragazzi morti soltanto perché amavano la musica. Torna la grande paura quando usciamo per le strade e ci troviamo insieme agli altri per assistere ad uno spettacolo o per vivere la nostra normalità di esseri umani che amano la vita.

Il terrorismo ha un nome e cognome: fondamentalismo islamico omicida che vuole la guerra e la distruzione. È una ideologia totalitaria che può essere sconfitta solo se la conosciamo, la studiamo e chiediamo senza mai stancarci alle comunità islamiche di manifestare la loro condanna.
Il terrorismo è il primo nemico dell'accoglienza perché vuole che ci chiudiamo in casa spaventati, costruiamo muri, e non ci fidiamo più gli uni degli altri.

Ci troviamo di fronte ad una sfida difficile, che richiederà tempi molto lunghi per la sconfitta di questi criminali che usano Dio per uccidere e seminare terrore. È uno dei temi più importanti della Carta delle responsabilità che Gariwo ha proposto al Paese.

Si legge infatti nella Carta: “Ogni individuo dovrebbe interrogarsi su cosa fare per arrestare la violenza terroristica. Quando sappiamo con chiarezza quale strada percorrere, non siamo più condizionati dal ricatto del fanatismo omicida.
Il primo passo è la comprensione dell’ideologia che guida i terroristi, perché senza una battaglia culturale sui valori non è possibile sottrarre i giovani alla seduzione del fanatismo integralista. Non c’è ideologia totalitaria che non sia stata prima di tutto sconfitta sul piano delle idee. Il secondo passo, assolutamente indispensabile, è il coinvolgimento delle comunità musulmane in un movimento plurale di resistenza morale che veda assieme laici e religiosi di tutte le fedi.
Da coloro che credono nell’Islam e in qualsiasi religione deve emergere un messaggio forte e chiaro. Quando in nome di Dio si uccide e si trova la giustificazione per compiere atti barbari, come ha scritto Etty Hillesum poco prima di morire ad Auschwitz, in realtà si uccide Dio stesso. Ecco perché gli uomini, nelle circostanze peggiori, sono chiamati a difendere Dio da coloro che lo vorrebbero trasformare in un feroce criminale”.

Il mio augurio è che la Carta delle responsabilità possa essere firmata con convinzione dalle persone di tutte le opinioni politiche, di ogni credo, di tutte le religioni. Sarebbe un segnale importante se venisse sottoscritta da quanti di origine musulmana hanno un ruolo nella vita pubblica, sociale e spirituale. Se ci fosse questa reazione chiara, i terroristi non si potrebbero più presentare come rappresentanti di un credo, ma sarebbero davanti a tutti soltanto dei criminali nichilisti che, come ha scritto Olivier Roy, odiano l'umanità plurale e la gioia di vivere insieme con le nostre diversità e fragilità.

Quando questo accadrà, comincerà la loro sconfitta.

Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

Analisi di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

23 maggio 2017

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