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Una bambina contro i talebani

dissidente a 11 anni in Pakistan

Nella Giornata mondiale per la lotta alla violenza sulle donne l'associazione olandese KidsRights ha lodato pubblicamente una de finalisti del Children Peace Prize, la giovane pakistana Malala Yousafzai, che nel 2009, quando aveva solo 11 anni, si è opposta a mezzo Internet ai talebani che volevano impedire alle ragazze dello Swat, la sua regione, di frequentare la scuola. 

La sua storia di blogger precoce e coraggiosa si trova sul sito della BBC e in due documentari a cura del New York Times. Malala ha raccontato: "Di notte sogno sempre i talebani. Ogni volta che vado a scuola ho paura. Sono molto poche le ragazze  che sono rimaste iscritte a scuola dopo che i talebani hanno conquistato la mia regione. Ma i media mi hanno incoraggiata e così eccomi citata dalla vostra organizzazione, il che rappresenta un onore per me, per la mia famiglia e per i miei insegnanti".


Tra le sue denunce riportiamo un post del 4 marzo 2009, apparso sulla versione in Urdu del sito della BBC. "I talebani dicono che useranno la radio per diffondere gli insegnamenti del Corano, ma il comandante Khalil, dopo una breve lezione sul Testo sacro, passa subdolamente a minacciare i suoi oppositori. I suoi annunci riguardano combattimenti e omicidi". 


Spesso le dittature e i fondamentalismi colpiscono la donna fin dall'infanzia, con divieti a rendersi autonoma (come nel caso del diritto allo studio nella regione dello Swat pakistano, o di quello di guidare in Arabia Saudita) e nelle forme di male estremo come i genocidi si arriva a commettere violenza fisica, morale, psicologica e sessuale su centinaia di migliaia di donne, come avvenuto in Bosnia, come ha fatto Gheddafi sulle donne dissidenti in Libia e come sta accadendo quotidianamente in Congo. Le donne sono però anche capaci di riscatto e di ribellione agli ordini ingiusti e per questo in tutto il mondo, come abbiamo scritto in un Editoriale, la loro forza morale fa paura ai dittatori.  


25 novembre 2011

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