English version | Cerca nel sito:

Visitate il Giardino dei Giusti

L'appello di Gariwo ai musulmani di Milano

Gabriele Nissim e Imen Ben Mohammed, deputata al Parlamento tunisino

Gabriele Nissim e Imen Ben Mohammed, deputata al Parlamento tunisino

Lancio un appello a nome di Gariwo a tutte le associazioni islamiche di Milano e di tutte le altre città. In questi tempi difficili, dopo un anno terribile di attentati terroristici in Europa e in Medio Oriente, e una tragica settimana di dicembre, che ha visto decine di vittime in Turchia, in Giordania e a Berlino, sarebbe importante lanciare un grande segnale morale di pace e di convivenza nel nostro Paese.

Chiedo per questo a tutte le persone responsabili, che credono che la religione in questi giorni di Natale possa essere un veicolo di amore e di solidarietà tra tutti gli esseri umani, di organizzare una visita al Giardino dei Giusti di Milano sul Monte Stella, per affermare che il terrore rappresenta la distruzione non solo della convivenza tra gli uomini, ma dello stesso spirito profondo che porta a credere in un essere trascendente che in fondo rappresenta la parte migliore di noi.

Quando in nome di Dio si uccide e si trova la giustificazione per compiere degli atti barbari, come ha scritto Etty Hillesum prima di morire ad Auschwitz, in realtà si uccide lo stesso Dio. Ecco perché gli uomini, nelle circostanze peggiori, sono chiamati a difendere Dio da coloro che lo vorrebbero trasformare nel peggiore dei criminali. Dio parla al mondo con le opere buone degli uomini, non con l’odio, l’assassinio, l’eliminazione dell’altro dalla faccia della terra.

Perché propongo un pellegrinaggio al Giardino di Milano, come è accaduto quando molti musulmani hanno deciso di pregare nelle chiese dopo l’assassinio di Jacques Hamel, il prete francese ucciso da seguaci dell’Isis nella chiesa di Saint- Etienne-du Rouvrai in Normandia?
Il Giardino dei Giusti di Milano è un luogo universale della memoria del bene. Sono ricordati uomini di tutto il mondo, italiani, russi, americani, arabi, ebrei, armeni che sono stati capaci di andare in soccorso dell’altro superando ogni barriera etnica, nazionale, religiosa, perché la patria più importante dell’uomo è la comune umanità.

In questo Giardino sono ricordati grandi esempi del mondo arabo e musulmano, come Khaled Al-Asaad, l’archeologo siriano di Palmira che ha pagato con la vita per la salvezza dei siti archeologici, Halima Bashir, la giovane musulmana che In Darfur che ha cercato di difendere le donne stuprate dalle milizie Janjaweed, Sonita Alizadeh, la rapper afgana che ha denunciato la pratica barbara delle spose bambine, Alganesh Fessaha, la donna eritrea che a Lampedusa ha salvato decine di migranti, Mehmet Gelal Bey, il turco ottomano sindaco di Aleppo che ha cercato di salvare gli armeni durante il genocidio, Khaled Abdul Wahab, il tunisino che durante l’occupazione nazista ha nascosto decine di ebrei a casa sua.

È un Giardino che rompe tutti i tabù e i pregiudizi, perché ogni anno si arricchisce di nuove figure islamiche che così mostrano alla cittadinanza che il mondo arabo e musulmano non è una terra di odio, ma un mondo in cui ogni anno agiscono figure che difendono i più alti valori della democrazia e dell’umanità.

Un pellegrinaggio organizzato nel giardino rafforzerebbe in questi giorni difficili l’idea che le genti migliori della nostra città di tutte le culture e religioni sono unite nella lotta contro il terrorismo.

Ecco perché mi auguro che quando le comunità musulmane faranno questo passo ci siano ad accoglierle ebrei, cattolici, cittadini, autorità comunali.
Avremmo così dato un grande esempio all’Italia e all’Europa, dopo la strage di Natale a Berlino.

Tutti noi sappiamo che sono gli xenofobi che fanno credere che dietro ogni migrante ci sia un terrorista. In Germania Marcus Pretzell - l’esponente del partito AfD - ha postato un tweet terribile: “I morti di Berlino sono i morti della Merkel.”
Sono parole terribili che alimentano la paura e l’odio verso i migranti. Per vincere questa paura, che purtroppo si fa strada tra la gente, ci vuole coraggio e la forza di manifestare e di prendere posizione.

Ecco perché mi auguro che i musulmani di Milano rispondano all’appello di Gariwo.

Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

Analisi di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

22 dicembre 2016

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Fondamentalismo e terrorismo

ideologia e violenza contro i diritti umani

La primavera araba del 2011 nel Magreb e le manifestazioni antigovernative in Iran e poi in Siria, Yemen, Bahrein e altri Paesi mediorentali, duramente represse nel sangue, hanno segnato la sconfitta politica del movimento qaedista facente capo a Osama Bin Laden, nel frattempo rintracciato in Pakistan e ucciso nell'assalto delle forze speciali Usa al suo nascondiglio. 
L'11 settembre 2001 aveva segnato una svolta profonda nei rapporti tra Occidente e Islam, basata su un aggravamento della diffidenza nella percezione reciproca.

leggi tutto

Scopri tra gli Editoriali

Il libro

Sottomissione

Michel Houellebeqc

Multimedia

Giusti a Tunisi contro il terrorismo

le parole di Hamadi ben Abdesslem

La storia

Amina Wadud

docente di studi islamici presso il Dipartimento di filosofia e studi religiosi dell'Università americana della Virginia