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Genocidio armeni

Sei nuovi Giusti al Giardino di Milano

L’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano ha indicato le figure esemplari che saranno onorate durante l’annuale cerimonia al Monte Stella in occasione del 6 marzo, Giornata europea dei Giusti. I nuovi alberi saranno dedicati a Mehmet Gelal Bey, le donne e gli uomini della Guardia Costiera, Razan Zaitouneh e Ghayath Mattar, Rocco Chinnici e Alganesh Fessah.


“ Armin T. Wegner, un giusto per gli Armeni e per gli Ebrei”

Una mostra alla Biblioteca Nazionale Marciana dedicata ad Armin Wegner, Giusto riconosciuto per gli armeni e gli ebrei, rinsalda la collaborazione e l'unità di intenti delle due comunità, in vista del centenario del genocidio armeno. Di Baykar Sivazliyan


Il "fattore azero" tra Turchia e Armenia

La "questione armena" non è risolta in Turchia, il termine "genocidio" non è più un tabù almeno per la società civile, ma il governo si oppone al riconoscimento. Uno dei maggiori ostacoli alla normalizzazione dei rapporti con l'Armenia è il "fattore Azerbaijan", dice Cengiz Aktar, analista politico turco, Senior Scholar presso l'Istanbul Policy Center, scrittore ed editorialista, in questa intervista.


L'Armenia tra passato e presente. Storia, Identità, Cultura

È il titolo del Corso di aggiornamento destinato agli insegnanti che ha preso il via Giovedì 5 dicembre al liceo Tito Livio. Con il consolidamento di nuovi strumenti di informazione sui temi della memoria, affrontati attraverso l'esempio dei Giusti, si cerca di permettere agli insegnanti di condurre gli studenti in nuovi percorsi di ricerca sulla identità e la storia del popolo armeno, di cui si celebra nel 2015 il centenario del genocidio.


La Turchia ha bisogno di un’opposizione forte e affidabile

La "questione armena" non è più un tabù per la Turchia, anche se il termine genocidio suscita ancora un rifiuto, perché associato al nazismo. La presa di coscienza va avanti assieme al processo generale di democratizzazione, che richiede tempo e il sostegno dell'Unione Europea, dice Baskin Oran, Professore di Relazioni Internazionali, Università di Ankara, nell'intervista a Gariwo.


La distruzione della chiesa di Deir el Zor

Alla fine di settembre, la chiesa armena di Deir el Zor, in Siria, è stata distrutta dai fondamentalisti. L’edificio, costruito nel 1846, era stato consacrato come memoriale del genocidio armeno, e comprendeva nella propria area anche un museo con i resti delle vittime dei massacri compiuti nel 1915 dai Giovani Turchi.


Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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Il libro

Survivors

Donald E. Miller, Lorna Touryan Miller

Multimedia

Tribute to Hrant Dink

e altri video sui funerali

La storia

Hassan Amdja

l'ufficiale circasso che denunciò i massacri a cui aveva assistito durante il genocidio degli armeni