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Genocidio armeni

Diario di Henry Morgenthau

La casa editrice Guerini e Associati pubblica un'importante testimonianza storica: le memorie dell'ambasciatore americano a Costantinopoli che ha assistito allo sterminio e ha cercato in ogni modo di fermarlo.

All'interno una recensione del console onorario d'Armenia in Italia Pietro Kuciukian, autore dell'introduzione al Diario.


Libertà per lo scrittore turco Dogan Akhanli

In carcere a Istanbul Dogan Akhanli, scrittore e attivista politico tedesco di origine turca. 
Akhanli ha firmato due volumi sul genocidio armeno, domandato un'inchiesta indipendente per l'omicidio del giornalista Hrant Dink e fondato un'associazione che educa alla memoria del Metz Yeghern.


Alcune considerazioni sul negazionismo: il caso armeno

Editoriale di Pietro Kuciukian, console onorario d’Armenia in Italia

Stefano Levi Della Torre, in merito alla proposta Pacifici per una legge che punisca il negazionismo, scrive: “La falsità per legge presuppone una verità per legge e questa è un’idea familiare alle inquisizioni e ai totalitarismi


La protesta turca contro i Comuni italiani

Alcune amministrazioni comunali hanno deliberato o approvato delle mozioni che riconoscono il "Grande Male" come genocidio. Per questo hanno ricevuto lettere di protesta dalla diplomazia turca in Italia. Indignazione della Comunità armena di Roma.


Turchia condannata per omicidio Hrant Dink

Storica sentenza della Corte europea: Ankara è stata giudicata colpevole per non aver protetto la vita del giornalista e per non aver tutelato la sua libertà di espressione. Alla famiglia riconosciuto un risarcimento di 105.000 euro.


Novantacinquesimo anniversario del genocidio armeno

Editoriale di Pietro Kuciukian, console onorario d’Armenia in Italia

24 aprile 2010. Sono trascorsi novantacinque anni. Qualcosa di terribile accadeva nelle case, nelle famiglie, nella terra che abitavamo da più di due millenni. Oggi, in patria e in diaspora, ricordiamo i nostri morti con cerimonie


Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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La storia

Naim Sefa Bey

il funzionario turco che aiutò gli armeni durante il genocidio e ne testimoniò il progetto di sterminio