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Genocidio armeni

Non c'è nulla di peggio di una storia ignorata

È semplice ascoltare Yair Au­ron, lo è perché racconta nella maniera consequenziale e lo­gica di chi ha a lungo insegnato e prepara il suo pensiero alla condivisione, lo è perché non si concede scorciatoie, perché la sua onestà intellettuale gli impone coraggio anche quan­do tratta di argomenti che si percepisce essere per lui dolo­rosi.


"Ancora una volta, Israele nega il genocidio armeno"

In questi giorni era previsto il voto della Knesset sul riconoscimento del genocidio armeno. Il dibattito è stato poi rinviato per non rovinare le relazioni tra Israele e Turchia. Le considerazioni di Yair Auron su Haaretz del 4 luglio, che pubblichiamo qui, conservano comunque la loro validità per future discussioni. 


"La Memoria è fonte di pace e futuro"

Parole e gesti semplici nella loro unicità, quelle di Francesco, che davanti al caloroso popolo armeno versa acqua al Giardino dei Giusti di Yerevan e dice: "La memoria non sia mai annacquata. Giovani, siate promotori della cultura dell'incontro". 


La Germania riconosce il genocidio armeno

Editoriale di Simone Zoppellaro, giornalista

Il due giugno il parlamento tedesco, il Bundestag, ha riconosciuto il Genocidio armeno. Lo ha fatto con una larghissima maggioranza – un astenuto e un solo voto contrario – che la dice lunga sul


​Charles Aznavour e l’omaggio tardivo alla famiglia

Il collaboratore di Haaretz Avner Shapira ha dedicato un articolo al libro di Yair Auron, professore della Open University di Tel Aviv, responsabile di Neve Shalom e di Gariwo Israel, sul grande cantautore francese di origini armene Charles Aznavour, la cui famiglia salvò molti ebrei nella Parigi occupata.


Il sogno comune a turchi e armeni a 101 anni dal genocidio

Nel giugno 2014, il professore francese di origini armene Gerard Malkassian firmava, con altre eminenti personalità impegnate per la pace armene e turche, il manifesto Noi facciamo un sogno, insieme. Il 24 aprile 2016 il collettivo si è riunito nuovamente per condannare le violenze nel Nagorno e nel Sudest della Turchia. 


Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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La storia

Armin T. Wegner

si appellò ai leader del suo tempo per fermare i genocidi contro gli armeni e gli ebrei