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Erdogan nega il genocidio armeno

intervista sul Corriere della Sera

Il premier turco Erdogan (foto Wikicommons)

Il premier turco Erdogan (foto Wikicommons)

In vista dalla partecipazione al G8, il Primo ministro turco rifiuta l'invito dell'Ue ad apporre nuove modifiche l'art. 301 del codice penale (usato per censurare intellettuali come il Nobel Pamuk e il giornalista Hrant Dink). Secondo Erdogan il famigerato articolo contro la libertà di espressione sarebbe più liberale delle norme dei Paesi europei e il Genocidio degli armeni è un'invenzione della loro diaspora nel mondo.

7 luglio 2009

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Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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Intervista alla moglie di Hrant Dink

assassinato per aver difeso la memoria del genocidio armeno in Turchia.

La storia

Hrant Dink

giornalista che promosse il dialogo e la riconciliazione tra turchi e armeni