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I Giusti e l'importanza della fiducia

intervista a Paolo Kessisoglu

Abbiamo incontrato Paolo Kessisoglu, attore e conduttore televisivo di origini armene, all'iniziativa di Gariwo "Adottare un Giusto. Una forza per il nostro futuro". Insieme abbiamo parlato dell'importanza dei Giusti nell'educazione delle giovani generazioni e dell'avvicinarsi del centenario del genocidio armeno.

Cosa significa per te essere qui oggi, e cosa pensi di quest’idea di “Adottare un Giusto”?

L’iniziativa è assolutamente lodevole e di grande importanza educativa per i ragazzi. È un privilegio stare sul palco oggi, perché per me è una specie di full immersion nei grandi personaggi che hanno cambiato la storia con le loro azioni e con la loro coerenza. Certo, da una parte ti senti un po’ piccolo di fronte a loro, dall’altra però diventi consapevole di essere in grado di poter fare meglio, anche nelle piccole azioni quotidiane.

Tu sei di origini armene, e il 24 aprile 2015 ricorre il centenario del genocidio armeno. Come vivi l’avvicinarsi di questa data?

Prima di tutto con allegria, nel senso che, quando si parla di Armenia, le persone diventano serie, un po’ perché non sanno bene di cosa si parli, un po’ perché quando pensano all’Armenia immaginano immediatamente catastrofi o genocidi. Quindi credo che sia importante, a maggior ragione nell’anno del centenario, fare un’operazione di comunicazione per sottolineare quanto c’è di bello in Armenia, mostrare cosa può offrire questo Paese, oltre che ovviamente spiegare quello che è avvenuto e combattere il negazionismo che è ancora presente. Per questo ho parlato di “allegria”, nel senso della gioia di trasmettere la bellezza di un Paese davvero straordinario.

Oggi i ragazzi hanno raccontato le storie di molti Giusti, figure esemplari che, di fronte al male estremo, hanno saputo dire di “no” e non hanno girato la testa dall’altra parte. Secondo te, cosa insegna il ricordo di questi esempi positivi, a tutti noi ma soprattutto alle giovani generazioni?

Parlare, comunicare queste cose è fondamentale. Molti personaggi della storia, spesso anche superando grandi difficoltà, hanno trasmesso l’importanza di una parola: fiducia. Gente che non mangiava da mesi, perseguitata, umiliata, non si è arresa al male perché aveva fiducia nel futuro, pensando che potesse essere migliore del presente. Anche questo è un grande insegnamento... Possiamo infatti sempre sperare che ci sia un Giusto vicino a noi, o anzi possiamo essere noi stessi artefici di qualcosa di giusto, anche in una situazione in cui tutto sembra essere sbagliato.

a cura di Martina Landi, Redazione Gariwo

27 gennaio 2015

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Adottare un Giusto. Una forza per il nostro futuro.

L'iniziativa di Gariwo per la Giornata della memoria 2015

Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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