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Il sogno comune a turchi e armeni a 101 anni dal genocidio

nuovo appello per la pace

Armeni deportati nel 1915

Armeni deportati nel 1915 il fatto quotidiano

Nel 2014, il professore francese di origini armene Gerard Malkassian firmava, con altre eminenti personalità impegnate per la pace tanto armene quanto turche, il manifesto Noi facciamo un sogno, insieme. Tale documento, redatto in vista delle commemorazioni dei cent'anni dal genocidio armeno previste per il 24 aprile 2015, auspicava che "un’era di pace tra gli Armeni e i Turchi si apra, nel rispetto della storia e di ciascuno dei nostri popoli". 

Per il centunesimo anniversario del genocidio degli armeni, gli studiosi si sono di nuovo riuniti, stavolta per denunciare la ripresa di "esecuzioni sistematiche" ai danni delle popolazioni allogene della Turchia, azioni considerate a tutti gli effetti genocide. 

Di seguito riportiamo il nuovo appello del Collettivo del Sogno Comune

Il Collettivo del Sogno Comune

Parigi, 24 aprile 2016

Era un anno fa che parlavamo dei crimini perpetrati cent’anni prima in Anatolia. Nel 2015, commemoravamo il centenario dell’inizio del genocidio degli armeni e degli assiro-caldei, come pure dei greci del Ponto, organizzato, in piena prima guerra mondiale, dai nuovi dirigenti di un Impero Ottomano in declino.

Sì, era appena un anno fa. Un anno è stato sufficiente affinché la catastrofe scatenatasi raggiungesse un nuovo parossismo in questa regione del mondo. Più ancora del 2015, l’anno 2016 è un anno terribile.

In questo 24 aprile, il nostro dovere è di gridare alto e forte, di urlare in faccia alle potenze mondiali ed europee ancora una volta passive e, diciamolo, complici. Perché, 101 anni più tardi, la Storia maledetta è ricominciata, questa volta colpendo obiettivi come i curdi, gli yazidi e allo stesso modo i siriani.

Esecuzioni sistematiche e pianificate, meno massicce ma non meno criminali, si svolgono in continuazione nel sud est della Turchia. Noi affermiamo che i massacri e le deportazioni di oggi in Siria e in Turchia discendono da uno scenario che ricorda dolorosamente il 1915 e il genocidio degli armeni, sul quale lo Stato turco mantiene a tutt’oggi la propria posizione negazionista. in questo silenzio politico europeo e mondiale assordante, noi denunciamo insieme l’attuale ripresa delle azioni genocide dello Stato turco.

Chi siamo noi? Siamo armeni, curdi, turchi, yazidi, greci, siriani e libanesi, di ogni origine… Viviamo nei nostri Paesi o in quelli delle diaspore mondiali.

Al giorno d’oggi, il sogno comune deve trasformarsi in lotta comune. La nostra lotta comune è di andare avanti, insieme.

Per rifiutare le politiche di massacro dello Stato turco.

Per denunciare le politiche migratorie europee.

Per denunciare il sostegno dell’Europa alla guerra.

Per curare le ferite insieme.

Per stabilire un dialogo tra i popoli.

Per dire che noi non vogliamo più condividere questa storia sanguinosa con voi, ma creare il nostro avvenire da questo momento in poi condividendo le nostre culture, i nostri modi di fare musica, le nostre arti, le nostre amicizie e le nostre vite.

www.ourcommondream.org

Collettivo del Sogno Comune

collectifdurevecommun@gmail.com

27 aprile 2016

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Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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