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La fragilità del bene. Dialogo su Armin Wegner

incontro al Teatro Franco Parenti

Lunedì 18 maggio ore 18.30
Sala grande – Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo, 14 – 20135 Milano

Incontro “La fragilità del Bene”, in occasione dell’uscita del nuovo libro di Gabriele Nissim La Lettera a Hitler. Storia di Armin T. Wegner, combattente solitario contro i genocidi del Novecento (ed. Mondadori), dedicato allo scrittore tedesco testimone degli eventi cruciali del 20esimo secolo - le persecuzioni degli armeni e degli ebrei, le guerre, la deriva del comunismo nell’Unione Sovietica.

Le fotografie da lui scattate in Anatolia quando era ufficiale sanitario dell’esercito tedesco durante la Prima guerra mondiale rappresentano la prima e più importante testimonianza del genocidio armeno, tutt’ora negato dalla Turchia. Giusto per gli armeni e gli ebrei, Wegner nel 1933 scrisse una lettera a Hitler per protestare contro la persecuzione degli ebrei. Torturato dalla Gestapo e costretto all'esilio, ha passato in Italia, tra Roma, Positano e Stromboli, il resto della vita, senza mai smettere di interrogarsi sulla fragilità del Bene.

L’autore e presidente di Gariwo Gabriele Nissim ne parlerà con:

Francesco M. Cataluccio, giornalista e scrittore
Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera
Pietro Kuciukian, Console onorario della Repubblica d’Armenia
Livia Pomodoro, giurista, già presidente del Tribunale di Milano
Don Gino Rigoldi, fondatore di Comunità Nuova
Andrée Ruth Shammah, regista e direttrice del Teatro Franco Parenti
Mischa Wegner, architetto, figlio di Armin T. Wegner

Musiche al pianoforte del M° Gaetano Liguori e letture di brani da La lettera a Hitler dell’attore Massimiliano Speziani.

Segue rinfresco
Contributo cortesia al teatro 3€
RSVP: segreteria@teatrofrancoparenti.it

Tutti gli approfondimenti su La lettera a Hitler e le fotografie dell’archivio famiglia Wegner sono disponibili alla pagina speciale del sito Gariwo gariwo.net/wegner

13 maggio 2015

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Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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La storia

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uno dei primi accademici turchi a riconoscere e parlare del genocidio armeno