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Nuova sede per la Hrant Dink Foundation

Un "luogo della speranza"

I redattori di Agos davanti alla nuova sede del settimanale e della Hrant Dink Foundation

I redattori di Agos davanti alla nuova sede del settimanale e della Hrant Dink Foundation www.todayszaman.com

Un "luogo della speranza" per continuare le battaglie per la democrazia, la libertà di espressione e la difesa dei diritti umani in Turchia e nel resto del mondo. Con questa premessa la Hrant Dink Foundation ha inaugurato la nuova sede a Istanbul. In coincidenza con il 100esimo anniversario del genocidio armeno il nuovo centro intende "dare risalto all'eredità culturale di un popolo, che fu sradicato e spazzato via dalla terra natale, e al contributo che esso diede alla scienza, all'arte, e alla società in generale attraverso la ricerca scientifica e accademica e gli studi storici".

La Fondazione si è trasferita, non a caso, nell'edificio di una ex-scuola elementare armena - la Anarad Hığutyun - che era stata chiusa per mancanza di allievi e che ora ospiterà anche la redazione del settimanale Agos, fondato e diretto da Hrant Dink, il giornalista turco-armeno ucciso il 19 gennaio 2007, alla cui memoria è dedicata la Fondazione.

L'edificio (800 mq) ha quattro piani ed è dotato di aule per lo studio, un archivio, una biblioteca, una sala espositiva, una sala conferenze e potrà ospitare corsi di lingue, workshop sul patrimonio culturale dell'Anatolia, sulla storia e la cultura armena, incontri per migliorare le relazioni tra le due comunità e iniziative contro il razzismo e il nazionalismo, coinvolgendo persone, gruppi e organizzazioni che condividono gli obiettivi della Fondazione. 

Giornalisti, studenti, ricercatori potranno accedere a documenti, testi, immagini e video riguardanti al comunità armena, accumulati in anni di attività dalla Hrant Dink Foundation e da Agos.

9 aprile 2015

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Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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Il libro

Non lasciamoli soli

Giancarlo Pagliarini

Multimedia

Intervento del console armeno Pietro Kuciukian

durante la cerimonia al Giardino dei Giusti di Milano

La storia

Ali Souad Bey

il funzionario turco che aiutò gli armeni durante il genocidio