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Yair Auron: "Cerco di costruire una solidarietà tra le vittime"

Di Pietro Kuciukian

Yair Auron

Yair Auron

Tra pochi giorni, per il ciclo d’incontri “La crisi dell’Europa e i giusti del nostro tempo” che si terrà a Milano al Teatro Franco Parenti, giungerà da Israele un testimone d’eccezione, il professor Yair Auron. Il tema specifico del primo incontro del 17 gennaio 2017, La prevenzione dei genocidi, vedrà la riflessione analitica sullo specifico del tema, dello storico Marcello Flores e le testimonianze dell’armeno Gérard Malkassian e dell’ebreo Yair Auron.

Yair Auron è uno storico israeliano, specialista della Shoah, che ha fondato a Yerevan presso l’Università Americana una cattedra di studio di tutti i genocidi. Allargare lo sguardo a tutti i genocidi della contemporaneità è stato per lui un passaggio obbligato, così come assumersi sino in fondo l’impegno di diffondere il tema dei Giusti: “Il salvatore è un punto di riferimento per l’umanità”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata alla rivista France, Armenie nell’ottobre 2016. Il suo ultimo libro Salvatori e combattenti”, dell’edizione Sigest, tratta dei salvataggi di ebrei da parte di armeni, e in particolare della famiglia di Charles Aznavour che all’epoca della occupazione tedesca in Francia ha nascosto e aiutato molti ebrei. L’ottica di fondo è il raccordo tra le memorie, un punto di vista che comporta il parlare di alleanza tra le vittime piuttosto che di concorrenza, e soprattutto la consapevolezza che si tratta di “esseri umani che hanno salvato altri esseri umani”. Com’è accaduto anche nel 1915, quando è iniziato il genocidio degli armeni. La stragrande maggioranza era indifferente, ma c’è stato qualcuno, anche in Palestina, che ha aiutato gli armeni e ha denunciato la loro eliminazione.

Quando negli anni 80 gli armeni degli Stati Uniti hanno cercato di far riconoscere il genocidio dal Congresso americano e il governo di Israele, consultato, ha sostenuto il governo turco negazionista, Auron si è indignato e ha preso la decisione di studiare e approfondire il tema del genocidio armeno. Non si capacitava di come un popolo, vittima di un genocidio efferato, non sostenesse la memoria delle vittime di altri genocidi. Nel marzo del 2015 il professor Auron ha invitato il presidente di Gariwo Gabriele Nissim e il sottoscritto a un seminario alla Open University di Israele sul tema dei Giusti di tutti i genocidi: armeni, ebrei ottomani, turchi. In quell’occasione abbiamo inaugurato a Neve Shalom, un villaggio abitato da palestinesi e israeliani, il Giardino dedicato ai Giusti di tutto il mondo, ramo israeliano di Gariwo.

I genitori di Charles Aznavour, sopravvissuti al genocidio, avevano ricominciato a ricostruire la loro vita, da rifugiati, in Francia. Aznavour è nato a Parigi nel 1924. Il padre, arruolato, fatto prigioniero, evaso e ritornato a Parigi, dal 1940 al 1945 ha continuato a salvare gli ebrei correndo gravi rischi per le frequenti perquisizioni della polizia francese e della Gestapo. La maggior parte dei salvatori, precisa Auron, non pensa di fare qualche cosa di eccezionale e spesso afferma: ”al mio posto avresti fatto lo stesso!”. 

Nel suo nuovo libro Yair Auron ricostruisce anche la vicenda dei resistenti armeni in Francia all’epoca dell’invasione nazista, il noto gruppo Manouchian.

Nel corso dell’intervista, egli esprime il proposito di continuare la sua ricerca per allargare il numero degli armeni “Giusti tra le Nazioni” onorati allo Yad Vashem e ricorda anche alcuni casi di salvataggio di bambini ebrei da parte di sacerdoti armeni a Bucarest. È convinto che dato il numero esiguo di armeni europei, gli armeni siano stati quelli che in proporzione hanno salvato più ebrei di ogni altro popolo.

Riguardo al riconoscimento del genocidio degli armeni da parte della Knesset, il parlamento israeliano, Auron è molto pessimista e ritiene improbabile che ciò possa accadere. Secondo lui ci sono due elementi che giocano contro: il primo è la tesi dell’unicità della Shoah e il secondo è l’alleanza strategica economico-militare con la Turchia. Va sottolineato il fatto, chiarisce Auron, che negando il genocidio armeno si tradisce la “memoria storica”, quindi anche quella dell’Olocausto.

Yair Auron ha iniziato nel 2007 in Israele un corso sul genocidio armeno con 8 studenti. Oggi sono 2500, malgrado egli abbia insistito per non farlo diventare un insegnamento obbligatorio. E lo studio si è allargato anche agli altri genocidi, in particolare a quello del Rwanda.

Nell’ultima sua visita a Neve Shalom, Gabriele Nissim ha potuto constatare che il Giardino dei Giusti di tutto il mondo vive, si arricchisce di nuove iniziative e di nuovi Giusti, e che l’obiettivo è quello di muoversi “con una sensibilità universale” - come ha dichiarato la direttrice del museo locale, la palestinese cristiana Dyana Shaloufi Rizek, che insieme al professore israeliano Yair Auron costituisce l’anima di questo progetto.

Nel Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Neve Shalom, dove sono onorati i turchi che hanno salvato gli armeni e gli armeni che hanno salvato gli ebrei, oltre ai palestinesi che hanno soccorso gli ebrei e gli ebrei che hanno soccorso i palestinesi in questi anni di conflitto, prossimamente Charles Aznavour piantumerà un albero in onore di suo padre, un armeno superstite del genocidio che durante l’occupazione nazista ha salvato decine di ebrei a Parigi.

Pietro Kuciukian, console onorario d’Armenia in Italia

Analisi di Pietro Kuciukian, console onorario d’Armenia in Italia

11 gennaio 2017

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Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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