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Un'archistar per la Cambogia

la firma di Zaha Hadid per l'Istituto sui genocidi

Il Documentation Center of Cambodia (Dc-Cam) ha affidato all'archistar Zaha Hadid la progettazione del tanto atteso Sleuk Rith Institute di Phnom Penh, che diventarà il più importante centro studi sui genocidi di tutta l'Asia.

Successore del Dc-Cam, fondato nel 1995 per documentare i crimini commessi dai Khmer rossi, lo Sleuk Rith Institute proseguirà i lavori del Centro, conservando e analizzando tutti i materiali riguardanti gli anni della persecuzione (1975-79), durante i quali gli uomini di Pol Pot sterminarono circa un milione e 700mila cambogiani.

L'istitutò sorgerà su un'area di circa cinque mila metri quadri donata dal governo nel 2008 e ospiterà un museo del genocidio - nel luogo usato come campo di rieducazione sotto il regime - una scuola e un centro di ricerca, per favorire attraverso numerose iniziative la memoria e la riconciliazione in Cambogia e nell'intera regione.

La struttura, che prende il nome dalle foglie secche usate dai monaci per scrivere, non sarà un semplice monumento in ricordo delle vittime dei Khmer rossi. "La nostra visione di sicuro ricorda il passato - ha spiegato Youk Chhang, direttore del Centro di documentazione - ma guarda soprattutto al futuro, per offrire un'esperienza ottimista che rifletta i desideri e le aspirazioni della nazione".

A Zaha Hadid, vincitrice nel 1994 del Pritzker Architecture Prize (il Nobel dell'architettura), il compito di dare corpo e forme a un progetto che punta a innovare il concetto di memoria, anche dal punto di vista architettonico. "Abbiamo messo insieme un ottimo team di consulenti cambogiani e internazionali che condividono questa visione - ha detto Hadid -  Siamo ansiosi di lavorare con Youk Chhang e il suo team per realizzare un edificio contemporaneo che ricorda il passato, ma riflette anche la fiducia incrollabile e l'ottimismo per il futuro usando l'istruzione, la conoscenza e l'ispirazione per coinvolgere positivamente i visitatori."

La scelta di Zaha Hadid, irachena di nascita con studio a Londra, ha suscitato malumori e perprlessità tra gli architetti cambogiani, come ha riportato il Phnom Penh Post. È stato proprio Youk Chhang a ridimensionare le preoccupazioni di quanti le avrebbero preferito un professionista locale. "Per il Centro di documentazione, un certo distacco da parte del progettista è positivo - ha affermato - E poi Zaha Hadid conosce bene le conseguenze orrende dei crimini perpetrati da leader contro settori del proprio paese".

29 ottobre 2013

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