English version | Cerca nel sito:

Condanna a 6060 anni di carcere

per il massacro di Dos Erres

L'ex militare Pedro Pimentel ha subito la condanna simbolica a 6060 anni di carcere per aver partecipato al massacro di Dos Erres avvenuto nel 1982 in Guatemala. 
La strage fu un sanguinoso episodio della lunghissima guerra civile che devastò il Paese nel corso delle varie dittature militari.


Il condannato era un membro dei Kaibiles, un militare addestrato alla battaglia contro i guerriglieri. Il 6 dicembre 1982 gli uomini entrarono in un villaggio cercando le armi rubate dai guerriglieri. Non le trovarono ma accusarono gli abitanti di collaborazionismo con i ribelli: i civili vennero torturati, uccisi, le donne e le bambine violentate. I corpi furono gettati in un pozzo da dove vennero estratti solo negli anni Novanta, al termine della guerra civile: si trovarono 171 persone, almeno 67 avevano meno di 12 anni.


I giudici hanno condannato l'uomo a 30 anni per ogni persona uccisa, aggiungendo altri 30 anni per crimini contro l'umanità. L'uomo si è difeso dicendo di non aver partecipato al massacro.
Le leggi del Guatemala prevedono fino a un massimo di 50 anni di carcere per i crimini più gravi.

13 marzo 2012

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Il genocidio in Guatemala

della popolazione Maya

Come nel resto dell'America Latina, il modello economico-sociale prevalente in Guatemala dopo la conquista dell'indipendenza dalla Spagna nel 1821, fu quello del dominio della minoranza bianca, ricca e privilegiata, sulla maggioranza della popolazione autoctona o meticcia costretta alla povertà e priva di diritti. Nel 1954 un golpe militare pose fine a un tentativo di riforma agraria che rischiava di compromettere i tradizionali equilibri economici e di potere. Seguirono anni di potreste popolari, sia democratiche che di guerriglia. Fra il 1960 e il 1996 imperversò una guerra civile nel corso della quale si scontrarono gli interessi delle classi agiate urbane discendenti dai colonizzatori e quelli dei ceti più poveri e dei campesiños di etnia maya sparsi nei villaggi delle zone rurali del Paese.
L'apice della violenza fu raggiunto fra il 1978 e il 1983. In quell'arco di tempo l'esercito sterminò intere comunità maya nei villaggi più remoti e più poveri della regione centro-occidentale. 

leggi tutto

La storia

Guillermo Chen

attivista impegnato per la verità sulle stragi dei Maya