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Genocidio Rohingya

Colpo di Stato in Birmania, preoccupano anche le conseguenze per i Rohingya

Il capo del governo birmano e premio Nobel per la Pace San Suu Kyi è stata arrestata dalle forze armate insieme a vari funzionari governativi e leader della società civile, in un golpe ordito dall’esercito a seguito del quale la presidenza ad interim è affidata all’ex generale Myint Swe. “Esortiamo la comunità globale a farsi avanti e ripristinare la democrazia ad ogni costo”, ha detto al telefono a Reuters il leader dei Rohingya Dil Mohammed.


Myanmar: la prima video testimonianza di ex-soldati birmani a conferma dello sterminio dei Rohingya

“Sparate. A chiunque vediate o sentiate.”: questi gli ordini che il comandante Than Htike avrebbe dato alle truppe di terra birmane secondo la recente video confessione, registrata da una milizia ribelle, di due ex soldati, oggi sotto custodia della Corte penale internazionale come potenziali testimoni in procedimenti giudiziari.


Una campagna Facebook per incitare il genocidio dei Rohingya

Un governo autoritario ha potuto usare Facebook per istigare a un atto di pulizia etnica, che ha già fatto migliaia di morti e messo in fuga un intero popolo. Sebbene non si possa colpevolizzare lo strumento, è necessario monitorarne gli utilizzi che vanno a minare i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali.


L'istruzione negata e il drammatico destino dei bambini che non vanno a scuola

L'istruzione è un diritto fondamentale che deve essere garantito a tutti i bambini, ma la realtà dimostra il contrario. MOAS si è unita a un appello UNICEF per dare maggior supporto ai bambini Rohingya, poichè "l'istruzione dei bambini è preziosa per la loro stessa comunità". Di Regina Catrambone


Non si muore solo nel Mediterraneo

Stando ai racconti dei Rohingya in fuga, benché all’apparenza le violenze contro di loro siano state notevolmente ridotte, di fatto continuano le persecuzioni con furti e stupri nei confronti di donne e ragazze, e viene perseguita una politica che mira a far letteralmente morire di fame chi si ostina a rimanere nel Paese.


Il lento genocidio contro il popolo dei Kachin in Myanmar

Proponiamo di seguito la traduzione dell'articolo ‘Slow genocide’: Myanmar’s invisible war on the Kachin Christian minority, pubblicato dal Guardian il 14 maggio 2018, con un aggiornamento il giorno successivo, che descrive, purtroppo, un nuovo massacro di cristiani Kachin.

 


Genocidio Rohingya

la tragedia del "popolo senza Stato"

Quella dei Rohingya, in Birmania, è la storia di una delle popolazioni più perseguitate al mondo. Originari del Rakine, territorio della Birmania occidentale al confine con il Bangladesh, sono di religione musulmana, e non sono riconosciuti da alcun Paese. Il casus belli che ha portato agli scontri del 2012 è stato lo stupro e l’uccisione di una giovane donna buddista; l’escalation di violenza che ne è derivata ha portato a morti e dispersi, oltre che al saccheggio e alla distruzione di interi villaggi. Dagli scontri del 2017 con l’esercito birmano è nata invece un’operazione di pulizia etnica, con una conseguente forte ondata migratoria che ha coinvolto tutti i Paesi limitrofi.

Multimedia

I am Rohingya

di Yusuf Zine e Kevin Young, 2018 (ENG)