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Genocidio Rohingya

Continuano le atrocità contro i Rohingya

Attualmente sono circa un milione i Rohingya che vivono in Myanmar e da decenni vengono brutalmente perseguitati. Da tre mesi e mezzo inoltre, nel nord dello stato del Rakhine, sono sottoposti a una feroce repressione militare e hanno iniziato un esodo mortale alla frontiera fra Bangladesh e Myanmar.


Aung San Suu Kyi annuncia un maggiore impegno per i rohingya

Parlando per la prima volta da leader eletta, la figura esemplare birmana risponde alle critiche sulla gestione dei rapporti con la minoranza musulmana, annunciando la creazione di una Commissione dei diritti presieduta da Kofi Annan


Al Jazeera: "Consistenti prove di genocidio in Myanmar"

il governo del Myanmar ha fomentato l'odio dei cittadini per i musulmani e in particolare i Rohingya con un'azione sistematica configurabile come "genocidio", ha dichiarato la Lowenstein Clinic dell'Università di Yale, sulla base delle prove raccolte da un'inchiesta di Al Jazeera e degli attivisti di "Fortify Rights".


La fuga dei Rohingya

Nel 1939 la nave SS St. Louis, con a bordo circa 1000 ebrei in fuga dalla Germania nazista, veniva respinta prima da Cuba e poi dagli Stati Uniti, e costretta a tornare in Europa. Un' immagine che ricorda la fuga via mare dei Rohingya da quello che il Museo dell’Olocausto di Washington non ha esitato a definire genocidio.


"Vogliono porre fine all'esistenza dei Rohingya"

Dopo due anni dalla sua prima visita, Barack Obama tornerà in Birmania, dove troverà gli stessi problemi del 2012. A preoccupare è soprattutto la situazione dei Rohingya, il “popolo senza Stato” oggetto di una terribile ondata di violenza, che oggi per ottenere la cittadinanza deve rinunciare alla propria identità.


I Rohingya, popolo senza Stato

Secondo le leggi birmane i Rohingya, musulmani del Myanmar, non hanno diritto alla cittadinanza e sono immigrati illegali del vicino Bangladesh. Da anni contro di loro è in atto una campagna di violenze e discriminazioni, spesso ad opera anche dei monaci buddisti.


Genocidio Rohingya

la tragedia del "popolo senza Stato"

Quella dei Rohingya, in Birmania, è la storia di una delle popolazioni più perseguitate al mondo. Originari del Rakine, territorio della Birmania occidentale al confine con il Bangladesh, sono di religione musulmana, e non sono riconosciuti da alcun Paese. Il casus belli che ha portato agli scontri del 2012 è stato lo stupro e l’uccisione di una giovane donna buddista; l’escalation di violenza che ne è derivata ha portato a morti e dispersi, oltre che al saccheggio e alla distruzione di interi villaggi. Dagli scontri del 2017 con l’esercito birmano è nata invece un’operazione di pulizia etnica, con una conseguente forte ondata migratoria che ha coinvolto tutti i Paesi limitrofi.

Multimedia

I am Rohingya

di Yusuf Zine e Kevin Young, 2018 (ENG)