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Genocidio Ruanda

Da Vichy al Ruanda, la Francia avvia una presa di coscienza

Nei giorni scorsi, in occasione del 27 anniversario del genocidio ruandese, si è tornati a parlare molto di quei terribili cento giorni e di come si verificò una delle più atroci e violente pulizie etniche della Storia. In particolare, si è parlato del rapporto di 1225 pagine La France, le Rwanda et le génocide des Tutsi (1990-1994), rilasciato in Francia il 26 marzo 2021, e voluto dallo stesso Emmanuel Macron, che analizza le responsabilità del Paese nel non aver compreso il pericolo della politica che permise il genocidio.


"Il mio perdono, la mia giustizia."

Da adolescente, il signor Kalima ha perso entrambi i genitori e altri membri della famiglia durante il genocidio contro i Tutsi in Ruanda. Durante il genocidio, è sopravvissuto a un grave trauma cranico inflitto da un machete e si è nascosto in una palude per oltre un mese. La sua sopravvivenza è stata resa possibile da un uomo che ha rischiato la propria vita per salvare la sua. L'antropologo Craig T. Palmer ha intervistato il signor Kalima sulla sua vita e sulla sua scelta di perdonare gli autori del genocidio.


​Ruanda, i Giusti e la speranza per l’umanità

Il massacro in Ruanda è durato solo 100 giorni. Migliaia di Tutsi sono stati torturati e violentati e migliaia hanno visto morire i propri cari. Da adolescente, sono stato ferito durante questo genocidio e ho visto i miei cari assassinati. Una banda di assassini stava per uccidermi: sono sopravvissuto perché un uomo si è gettato sopra di me per parare il colpo con il suo corpo...


25esima Giornata della memoria del genocidio dei Tutsi

Oggi il Ruanda è un Paese di cui vado molto fiera. Con mio marito contiamo i giorni che ci mancano alla pensione per ritornare a viverci e a contribuire a realizzare il “never again”: mai più genocidi.


I figli del genocidio

Una delle conseguenze più profonde che il genocidio ha lasciato in Ruanda è quella della difficoltà d’integrazione e del trauma psicologico che vivono i cosiddetti “figli degli assassini”. Si tratta dei bambini nati dagli stupri usati come arma di guerra durante i giorni dei massacri, che ora sono diventati adulti.


I Giusti del Rwanda

Il Genocidio dei Tutsi, che ebbe luogo in Ruanda nel 1994, è stato sicuramente il più breve e il più veloce della storia: durò tre mesi, e in questi tre mesi furono uccise 1.074.017 persone. 


Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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Multimedia

Intervista a Pierantonio Costa

dal blog di Beppe Grillo, in collegamento via Skype da Kigali

La storia

Zura Karuhimbi

curatrice ruandese, sfruttando la superstizione salvò dozzine di Tutsi dal genocidio