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Genocidio Ruanda

Corso sulla Shoah ai docenti ruandesi

Gli insegnanti del Museo dell'Olocausto americano Drew Beiter e Mark Gudgel hanno organizzato un seminario di tre giorni in Ruanda. È stata un'esperienza "indimenticabile", che ha fornito ai docenti del Paese delle Colline "maggiori strumenti per poter toccare argomenti ancora tabù a soli 17 anni dal genocidio".


Benvenuto, Presidente!

Yolande Mukagasana scrive a Gariwo: "Noi conosciamo il nostro Presidente. Non è un dittatore. È un grande capo di Stato che ama il suo Paese e il suo popolo. Ha orrore dell’ideologia genocida, e che i ruandesi possano ripiombare negli odi inesplicabili. È un Presidente che vorrebbe vedere il suo popolo e il suo Paese vivere liberi e noi lo siamo. Se l’Africa avesse almeno dieci Kagame almeno, potrebbe garantire un avvenire sicuro ai suoi figli. Che tutti gli africani lo sappiano e non si lascino ingannare".


Ruandese condannata per genocidio e stupro

Il Tribunale internazionale per il Ruanda ha condannato l'ex Ministro ruandese della condizione femminile Pauline Nyiramasuhuko all'ergastolo per genocidio e stupro. Si tratta della prima donna ruandese dichiarata colpevole di genocidio, ma non della prima donna giudicata da questa corte.  


Arrestato Bernard Munyagishari

L'esercito del Congo ha fermato Bernard Munyagishari, un ex leader hutu che, secondo le accuse del tribunale internazionale di Arusha, ha contribuito a pianificare il genocidio ruandese ai danni dei Tutzi e degli hutu moderati nel 1994.


Ruanda, militare condannato per genocidio

Trent'anni di carcere per l'ex capo dell'esercito, accusato di aver guidato gli uomini coinvolti nel genocidio cominciato il 6 aprile 1994
Condannati anche il capo della polizia paramilitare Augustin Ndindiliyimana e due ufficiali, questi ultimi mandanti dell'omicidio del primo ministro Agathe Uwilingiyimana.


"Non voglio restare una vittima"

La scrittrice racconta alcune terribili esperienze che ha vissuto durante lo sterminio e chiede che i Paesi membri dell'ONU sottoscrivano una legge contro il negazionismo e il revisionismo.


Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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Multimedia

Shooting Dogs

di Michael Caton Jones

La storia

Pierantonio Costa

console e imprenditore che ha salvato 375 bambini durante il genocidio in Ruanda