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Genocidio Ruanda

"Non voglio restare una vittima"

La scrittrice racconta alcune terribili esperienze che ha vissuto durante lo sterminio e chiede che i Paesi membri dell'ONU sottoscrivano una legge contro il negazionismo e il revisionismo.


La memoria del genocidio in Ruanda

Nel 1994 in soli cento giorni gli estremisti Hutu uccidono più di 800 mila Tutsi e Hutu moderati. A Milano il 7 aprile durante la cerimonia al Giardino dei Giusti di tutto il mondo un nuovo albero sarà dedicato a Romeo Dallaire.

 Il 9 aprile 2011 l'associazione Bene-Rwanda onlus commemora il genocidio con un'evento al Teatro Eliseo di Roma.


Il generale Romeo Dallaire

Il giornalista e esponente di Solidarnosc Konstanty Gebert presenta la figura del generale dei Caschi Blu che cercò in tutti i modi di fermare il genocidio ruandase.


"Il Ruanda vuole vivere"

La sopravvissuta al genocidio ruandese racconta la costruzione di un Ruanda pacifico a 17 anni dalle peggiori atrocità. Per la scrittrice bisogna educare i giovani e onorare i Giusti del Ruanda in un Giardino a Kigali. Tra loro chi ha rischiato la vita per salvare i perseguitati e chi ha testimoniato la verità contro il negazionismo. Video all'interno.


La collina dei Giusti del Ruanda

Editoriale di Yolande Mukagasana, sopravvissuta al genocidio ruandese e scrittrice

Perché il genocidio contro i Tutsi del Ruanda potesse avere inizio, prima di tutto ci si doveva sbarazzare di tutte le persone di buon senso contrarie a un simile piano. Il potere genocidario per prima cosa ha massacrato alcune


"Un giorno vivrò anch'io", di Y. Mukagasana

Sabato 5 febbraio, ore 12.00 presso Palazzo Valentini a Roma, presentazione del volume di Yolande Mukagasana, con prefazione a cura di Gabriele Nissim. Intervengono Giovanna Leone, Gianluca Peciola, Françoise Kankindi, Francesco Florenzano. Modera l'incontro il giornalista Federico Marchini. All'interno prefazione di G. Nissim. 


Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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Multimedia

Accadde in Aprile

Il genocidio visto da due fratelli, uno sposato a una tutsi e l'altro attivo nella propaganda hutu

La storia

Padre Costantino Frisia

missionario in Ruanda, mise in salvo delle giovani religiose tutsi durante i cento giorni del genocidio ruandese