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Genocidio Ruanda

Parlare di genocidi in Israele

Yair Auron è uno storico israeliano, specializzato in studi sull’Olocausto e sui genocidi. Lo abbiamo intervistato alla vigilia della conferenza internazionale “The Study of the Shoah and Genocide - 20th Commemoration of the Rwanda Genocide”, prevista per il 4-5 novembre alla Open University.


Pedalare verso il futuro

“Rising from Ashes”, rinascere dalle ceneri. È il titolo del documentario che racconta i due mondi che si incontrano e si uniscono quando Jock Boyer, il primo corridore statunitense a partecipare al Tour de France, si trasferisce in Ruanda per aiutare un gruppo di sopravvissuti al genocidio del 1994 a raggiungere un importante obiettivo: creare una squadra nazionale di ciclismo.


Dallaire premiato con l'Elie Wiesel Award

Il Museo dell’Olocausto di Washington ha consegnato a Romeo Dallaire l’Elie Wiesel Award, premiando il suo tentativo di avvertire l’Onu del genocidio in corso in Ruanda. Il capitano ha parlato della prevenzione dei genocidi oggi e del suo stress post traumatico dopo i cento giorni del 1994.


Negare, minimizzare e giustificare i genocidi

Editoriale di Anna Foa, storica e docente all'Università La Sapienza di Roma

Non esiste un solo negazionismo, come non esiste un solo genocidio. Con questo termine, “negazionismo”, designiamo infatti tutti gli atteggiamenti volti a dichiarare nullo o mai avvenuto ogni genocidio o ad attribuirne le vittime, se


Vent’anni fa, il Ruanda

Editoriale di Gaddo Flego, medico, presente a Nyamata nel giugno 1994

Vent’anni fa, il Ruanda. Sono arrivato a Byumba, nel Nord, nella zona occupata da tempo dallo FPR, l’8 giugno del 1994, con Medici Senza Frontiere del Belgio. Ero rientrato in Italia dal Ciad una decina di giorni prima: del Ruanda


Yolande Mukagasana: una voce di speranza e di amore

Pistoia, 10 e 11 aprile. Due giorni per ricordare il genocidio in Ruanda del 1994, alla presenza di Yolande Mukagasana, sopravvissuta e testimone dello sterminio dei tutsi, delle autorità e di tanti giovani. Vi proponiamo la riflessione di Mauro Matteucci, uno dei promotori dell'iniziativa.


Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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Multimedia

Shake Hands with the Devil

di R. Spottiswoode (2007)

La storia

Yolande Mukagasana

ha testimoniato l'orrore subito e la gratitudine per i Giusti del Ruanda