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Genocidio Ruanda

"Contro una nuova crociata"

Yolande Mukagasana, Giusta e testimone onorata al Giardino dei Giusti di Milano come testimone di verità, lancia un appello per fermare il genocidio in Repubblica Centrafricana. "Come una madre, cari fratelli africani, vi chiedo: 'Datemi un'altra ragione di speranza. Il Centro Africa oggi è diventato il Ruanda di ieri. Ma noi possiamo fermare il massacro".


Ruanda, un'assoluzione eccellente

L'ombra del negazionismo, secondo la testimone del genocidio ruandese Yolande Mukagasana, incombe sui processi di Arusha per i fatti del 1994. Lo proverebbe la recente assoluzione dell'ex capo militare Augustin Ndindiliyamana. La questione è grave, mentre un altro genocidio sta per funestare la storia dell'umanità in Repubblica Centrafricana. 


Il genocidio del Ruanda 20 anni dopo

"Una popolazione giovane, consapevole dell'orrore ma senza sentirsi accusata". Questa la speranza per il futuro del Ruanda secondo Pierantonio Costa, il console italiano, Giusto al Giardino di Milano, che nel 1994 salvò oltre 300 bambini dalla furia annientatrice degli estremisti hutu.


Ruanda, vent'anni dopo

Editoriale di Anna Pozzi, Mondo e Missione

La memoria come ragione per restare in piedi, per non sprofondare nella follia. E per scrivere. È il senso più profondo della vita e della testimonianza di Scholastique Mukasonga, scrittrice ruandese, che ha deciso di


In Congo "vittoria finale" sulle milizie M23

Si tratta dei gruppi armati di Tutsi, sospettati di legami con Kigali, che si scontrano ancora con gli Hutu nel Congo orientale. Una carneficina che va avanti dal 2012, ma che ora potrebbe lasciar spazio alla pace. Se il governo congolese sarà forte abbastanza.


"La nostra storia è un esempio di riconciliazione"

Alfred e Donata sono marito e moglie: lui tutsi, lei hutu. Due famiglie per raccontare le ferite di un genocidio, e la possibilità di sanarle. Sotto il tetto della loro casa infatti convivono la figlia di un carnefice e il figlio della sua vittima.


Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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Multimedia

Paul Rusesabagina, No 'Ordinary Man'

Audio dell'intervista NPR al protagonista di Hotel Rwanda

La storia

Zura Karuhimbi

curatrice ruandese, sfruttando la superstizione salvò dozzine di Tutsi dal genocidio