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Genocidio Ruanda

Il genocidio del Ruanda 20 anni dopo

"Una popolazione giovane, consapevole dell'orrore ma senza sentirsi accusata". Questa la speranza per il futuro del Ruanda secondo Pierantonio Costa, il console italiano, Giusto al Giardino di Milano, che nel 1994 salvò oltre 300 bambini dalla furia annientatrice degli estremisti hutu.  


Ruanda, vent'anni dopo

Editoriale di Anna Pozzi, Mondo e Missione

La memoria come ragione per restare in piedi, per non sprofondare nella follia. E per scrivere. È il senso più profondo della vita e della testimonianza di Scholastique Mukasonga, scrittrice ruandese, che ha deciso di


In Congo "vittoria finale" sulle milizie M23

Si tratta dei gruppi armati di Tutsi, sospettati di legami con Kigali, che si scontrano ancora con gli Hutu nel Congo orientale. Una carneficina che va avanti dal 2012, ma che ora potrebbe lasciar spazio alla pace. Se il governo congolese sarà forte abbastanza. 


"La nostra storia è un esempio di riconciliazione"

Alfred e Donata sono marito e moglie: lui tutsi, lei hutu. Due famiglie per raccontare le ferite di un genocidio, e la possibilità di sanarle. Sotto il tetto della loro casa infatti convivono la figlia di un carnefice e il figlio della sua vittima.


Aperti gli archivi della USC Shoah Foundation

La Fondazione creata da Spielberg apre i suoi archivi anche all’Italia. Grazie a un accordo con l’Istituto centrale per i beni culturali, sono ora accessibili le 52mila video testimonianze di sopravvissuti provenienti da 56 Paesi diversi.


Genocidio ruandese: prima condanna in Svezia

Per la prima volta una corte svedese ha condannato un uomo per aver preso parte al genocidio del Ruanda del 1994, dove morirono almeno 800.000 persone, soprattutto tutsi. Si tratta di Stanislas Mbanenande, che partecipò "con un ruolo informale di leader" a dei massacri. 


Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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Multimedia

Rwanda focus, 15 years on

documentario in inglese

La storia

Padre Costantino Frisia

Missionario in Ruanda, mise in salvo delle giovani religiose tutsi durante i cento giorni del genocidio ruandese