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Genocidio Ruanda

"La nostra storia è un esempio di riconciliazione"

Alfred e Donata sono marito e moglie: lui tutsi, lei hutu. Due famiglie per raccontare le ferite di un genocidio, e la possibilità di sanarle. Sotto il tetto della loro casa infatti convivono la figlia di un carnefice e il figlio della sua vittima.


Aperti gli archivi della USC Shoah Foundation

La Fondazione creata da Spielberg apre i suoi archivi anche all’Italia. Grazie a un accordo con l’Istituto centrale per i beni culturali, sono ora accessibili le 52mila video testimonianze di sopravvissuti provenienti da 56 Paesi diversi.


Genocidio ruandese: prima condanna in Svezia

Per la prima volta una corte svedese ha condannato un uomo per aver preso parte al genocidio del Ruanda del 1994, dove morirono almeno 800.000 persone, soprattutto tutsi. Si tratta di Stanislas Mbanenande, che partecipò "con un ruolo informale di leader" a dei massacri. 


Let’s Unite!

In occasione del XIX anniversario della Giornata della Memoria in onore delle Vittime del Genocidio in Ruanda, il Dipartimento ONU della Pubblica Informazione ha pubblicato un documento che analizza la prevenzione dei genocidi e lo stato del processo di giustizia e riconciliazione del Ruanda.


Proscioglimenti in corso

Sconcerto in Ruanda per la sentenza del Tribunale penale internazionale con sede ad Arusha, che ha deciso la scarcerazione di due ex ministri ruandesi accusati di genocidio, Justin Mugenzi Prosper Mugiraneza. Il caso ricorda molto da vicino quello dell'assoluzione dei due generali croati Gotovina e Markac.


Ruanda, prete cattolico accusato di genocidio

Un prete cattolico ruandese, che lavora come receptionist al Vaticano, è accusato di genocidio e crimini contro l'umanità. Secondo molti testimoni è il responsabile della morte di migliaia di bambini a Gatara. Sulla sua testa pende un mandato di cattura internazionale. La procura di Roma dovrà decidere sull'estradizione.


Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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Multimedia

Shooting Dogs

di Michael Caton Jones

La storia

Zura Karuhimbi

curatrice ruandese, sfruttando la superstizione salvò dozzine di Tutsi dal genocidio