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Genocidio Ruanda

Ruanda, prete cattolico accusato di genocidio

Un prete cattolico ruandese, che lavora come receptionist al Vaticano, è accusato di genocidio e crimini contro l'umanità. Secondo molti testimoni è il responsabile della morte di migliaia di bambini a Gatara. Sulla sua testa pende un mandato di cattura internazionale. La procura di Roma dovrà decidere sull'estradizione.


Viaggio in Ruanda

Toccante testimonianza di Abdoulaye Bah, che diresse la missione ONU in Ruanda dopo il genocidio del 1994. Al posto del sangue e della melma ci sono strade moderne, crescita economica e uno sforzo sostenuto per riconciliare le anime.


Il Ruanda chiude le corti popolari

Il sistema dei cosiddetti tribunali popolari o gacaca ha permesso di coinvolgere il pubblico nella giustizia e nella riconciliazione sul genocidio del 1994, ma ha anche registrato un certo numero di "gravi errori giudiziari" secondo le organizzazioni per la difesa dei diritti umani.


Ex ministro del Ruanda condannato all'ergastolo

Callixte Nzabonimana dovrà scontare la pena del carcere a vita per essere stato tra i principali autori del genocidio del Ruanda nel 1994.


Il Ruanda amministra il primo processo per genocidio

È il caso del pastore Jean-Bosco Uwunkindi, accusato di aver fatto uccidere 2000 tutsi e hutu moderati rifugiatisi nella sua chiesa. Era sotto processo ad Arusha, ma la Corte ONU sta per cessare la sua attività e i giudizi vengono trasferiti ai tribunali nazionali. Yolande Mukagasana a Gariwo: "È un passo importante per le vittime".  


Prima estradizione dalla Francia per il genocidio ruandese

È la prima volta che un tribunale francese, la Corte penale di Rouen, permette l'estradizione in Ruanda di un imputato per il genocidio del 1994. Si tratta del 51enne Claude Muhaymana, che però nega ogni addebito e mette in discussione l'imparzialità dei giudici ruandesi. L'Eliseo deve ancora pronunciarsi. 


Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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Multimedia

Accadde in Aprile

di R. Peck (2005)

La storia

Mbaye Diagne

il capitano senegalese ONU che cercò di fermare il genocidio in Ruanda