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Genocidio Ruanda

Ex ministro del Ruanda condannato all'ergastolo

Callixte Nzabonimana dovrà scontare la pena del carcere a vita per essere stato tra i principali autori del genocidio del Ruanda nel 1994.


Il Ruanda amministra il primo processo per genocidio

È il caso del pastore Jean-Bosco Uwunkindi, accusato di aver fatto uccidere 2000 tutsi e hutu moderati rifugiatisi nella sua chiesa. Era sotto processo ad Arusha, ma la Corte ONU sta per cessare la sua attività e i giudizi vengono trasferiti ai tribunali nazionali. Yolande Mukagasana a Gariwo: "È un passo importante per le vittime".  


Prima estradizione dalla Francia per il genocidio ruandese

È la prima volta che un tribunale francese, la Corte penale di Rouen, permette l'estradizione in Ruanda di un imputato per il genocidio del 1994. Si tratta del 51enne Claude Muhaymana, che però nega ogni addebito e mette in discussione l'imparzialità dei giudici ruandesi. L'Eliseo deve ancora pronunciarsi. 


Ruanda, la verità dopo 18 anni

Un rapporto di 400 pagine rivela i mandanti morali dell'abbattimento dell'aereo del Presidente ruandese Juvénal Habaryamana, che nel 1994 scatenò il genocidio dei Tutsi. Confutata l'ipotesi che i colpevoli fossero di questa etnia. Presentata una teoria sul ruolo del Generale Roméo Dallaire, il comandante della Missione ONU in Ruanda che cercò di fermare i massacri. 


Ruanda, due ergastoli per genocidio

Matthieu Ngirumpatse ed Edouard Karemera sono stati condannati al carcere a vita dalla Corte internazionale istituita dall'Onu in Tanzania per giudicare i responsabili del genocidio del 1994. La loro condotta secondo la Corte ha portato a stupri di donne Tutsi e acquisti di armi da parte delle milizie Interahamwe. 


Ruanda, ex sindaco condannato a 15 anni di carcere

Gregoire Ndahimana era sindaco della città di Kivumu, è stato condannato per aver dato ordine che una chiesa in cui si erano rifugiati i tutsi venisse rasa al suolo.


Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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La storia

Eric Eugene Murangwa

sopravvissuto al genocidio ruandese, oggi utilizza il calcio come strumento per promuovere tolleranza, unità e riconciliazione tra i giovani