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A Kigali nasce l'archivio del genocidio ruandese

documenti, fotografie e interviste anche online

Il governo di Kigali e l'associazione per i diritti umani britannica Aegis Trust hanno creato il primo archivio sullo sterminio dei Tutsi e degli Hutu moderati che fece 800 mila morti nella primavera del 1994 in Ruanda.

L'archivio si trova a Kigali e raccoglie migliaia di documenti, fotografie e registrazioni audiovisive raccolte presso i sopravvissuti, i testimoni e i responsabili del genocidio. Questo materiale è stato pubblicato in parte anche sul sito internet dell'archivio.

In Ruanda sono già presenti molti memoriali sconvolgenti, come quello della chiesa di Nyamata, ma l'archivio rappresenta un nuovo modo di affrontare il passato, con molti risvolti educativi per i giovani del Paese. Il paesaggio potrebbe sempre mutare, i monumenti essere distrutti ma questo archivio permetterà che le testimonianze del genocidio non vadano mai perdute.

14 dicembre 2010

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Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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