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Le contraddizioni del presunto eroe del film "Hotel Rwanda"

di Françoise Kankindi

L'attore Don Cheadle, che impersona Paul Rusesabagina, in una scena del film

L'attore Don Cheadle, che impersona Paul Rusesabagina, in una scena del film it.wikipedia.org

Ho seguito negli ultimi tempi le interviste e le conferenze tenute da Paul Rusesabagina in tante parti del mondo e sono profondamente colpita dalle evidenti contraddizioni insite nei messaggi dell’eroe, che nel 1994 salvò migliaia di Tutsi, stando alla trama del film "Hotel Rwanda", realizzato nel 2004.

Nel film il protagonista raccontava che il genocidio perpetrato contro i Tutsi era l’epilogo dell’ideologia della separazione etnica, iniziata negli anni '60 con la colonizzazione belga e fatta propria dai leader Hutu, che si appropriarono della gestione del potere, escludendo la minoranza Tutsi, ovvero "gli invasori da cacciare dal Ruanda". Nel film emergeva che il genocidio del 1994 era stato preceduto da una campagna che incitava gli Hutu ad odiare i Tutsi, portata avanti con arresti e massacri di Tutsi: un genocidio premeditato, pianificato ed eseguito contro i Tutsi in tutto il Paese dalle milizie Hutu e dal loro governo, .

Oggi invece Paul Rusesabagina ha cambiato registro, nega la pianificazione del genocidio contro i Tutsi da parte degli esecutori dei massacri, li difende davanti alla giustizia, lotta per la loro impunità e la loro riabilitazione. Paradossalmente accusa, senza provare vergogna il Fronte Patriottico Ruandese (FPR), che vinse nel 1994, bollandolo come un movimento Tutsi, e arriva persino ad addossare ad esso il crimine di pianificazione del genocidio contro i Tutsi, per lui membri del FPR. Insomma ripropone la propaganda che il governo genocida usò per incitare gli Hutu a massacrare i vicini Tutsi.

Vent'anni dopo il genocidio dei Tutsi in Ruanda, Paul Rusesabagina era diventato, nel 2004, "lo Schindler che salvò i Tutsi", grazie al film "Hotel Rwanda", secondo il quale i Tutsi erano stati vittime di un genocidio pianificato e preceduto da tentativi di eliminazione nel 1959, 1960, 1963, 1967, 1973 per arrivare alla soluzione finale nella primavera del 1994. Purtroppo le tesi espresse oggi da Rusesabagina sconfessano questa immagine, che l'aveva reso famoso. Egli ha assunto posizioni revisioniste e negazioniste che, come avvenuto per altri genocidi, sono la tappa finale del processo di distruzione. 

Ecco perché io, in quanto Ruandese sopravvissuta alla soluzione finale che eliminò un milione di persone, mi sento in dovere di contrastare le menzogne del falso eroe del film "Hotel Rwanda", dato che nessun sopravvissuto al massacro dell’Hotel des Milles Collines lo considera tale. Come prova contro la falsità raccontata nel film "Hotel Rwanda", ovvero che Paul Rusesabagina salvò oltre 1.268 Tutsi, segnalo anche la testimonianza di Tatien Nolimana Miheto, che coordinò il comitato di crisi dei profughi dell’Hotel des Milles Collines durante il genocidio, che dimostra come la loro salvezza non fu assolutamente dovuta all’eroe descritto nel film con episodi del tutto falsi.


Nella sezione Approfondimenti è disponibile il commento di Tatien Ndolimana Miheto, ex coordinatore dei profughi presenti nell'Hotel des Milles Collines, sul film "Hotel Rwanda" e la posizione di Paul Rusesabagina.


Françoise Kankindi, Presidente dell'Associazione Bene-Rwanda

Analisi di Françoise Kankindi, Presidente dell'Associazione Bene-Rwanda

26 gennaio 2015

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