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Pedalare verso il futuro

la storia del Team Rwanda in un documentario

“Rising from Ashes”, rinascere dalle ceneri. Quelle del genocidio in Ruanda nel 1994. È il titolo del documentario prodotto da due Ong, Gratis 7 Media Group e Project Rwanda.
Al centro della pellicola, due mondi che si incontrano e si uniscono quando Jock Boyer, il primo corridore statunitense a partecipare al Tour de France, si trasferisce in Ruanda per aiutare un gruppo di sopravvissuti al genocidio a raggiungere un importante obiettivo: creare una squadra nazionale di ciclismo.

È una storia di sport, ma non solo. È infatti un racconto di redenzione, speranza e seconde occasioni, in cui la bicicletta diventa uno strumento per far rinascere un’intera nazione.
Il Team Rwanda è una squadra speciale, che unisce tutsi e hutu, vittime e carnefici. Alcuni atleti non sanno leggere né scrivere, vivono senza acqua, elettricità, sono malnutriti e non hanno mai ricevuto assistenza medica. E tutti cercano di rinascere dalle ceneri del genocidio, di superare il trauma, non solo fisico ma anche psicologico, causato da quelle violenze.

Fare parte del Team Rwanda non significa risolvere tutti questi problemi, ma iniziare un percorso di riconciliazione con il proprio Paese e il proprio passato. Ai ciclisti viene versato un modesto salario, che li aiuta a provvedere a se stessi e alle proprie famiglie, e vengono impartite lezioni di inglese. Agli analfabeti viene inoltre insegnato a leggere e a scrivere. 
Anche l’assistenza sanitaria è garantita dal team, che provvede a vaccinare gli atleti e ad effettuare regolari visite mediche e dentistiche. I ciclisti inoltre diventano ambasciatori del Ruanda nel mondo.

Il Team Rwanda è un’occasione di speranza non solo per gli atleti, ma per tutto il Paese, che segue il Tour of Rwanda e si trasforma in un infinito velodromo fatto di laghi, colline, foreste e villaggi. Gli atleti non sono solo dei campioni sportivi, ma anche dei modelli da imitare, in quanto hanno offerto al Paese la possibilità di riscoprirsi unito e pronto a guardare al futuro.

“Rising from a Ashes” è un viaggio lungo sei anni, che non nasconde le difficoltà e le incertezze del progetto ma ritrae comunque un Paese che lotta contro i fantasmi del passato per costruire un futuro diverso. E si conclude con l’ultimo traguardo del Team Rwanda, l’impegno per la creazione di una squadra africana in grado di partecipare al Tour de France.

30 ottobre 2014

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Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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Multimedia

Kinyarwanda

di Alrick Brown (2011)

La storia

Padre Costantino Frisia

Missionario in Ruanda, mise in salvo delle giovani religiose tutsi durante i cento giorni del genocidio ruandese