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Primo processo per genocidio a Kigali

Mukagasana: "È un passo importante per le vittime"

Il Tribunale ONU per il Ruanda con sede in Tanzania per la prima volta ha deferito un giudizio ai magistrati di Kigali. Si tratta del processo a carico del pastore Jean-Bosco Uwunkindi, accusato di avere fatto uccidere i tutsi e gli hutu moderati che si erano rifugiati nella sua chiesa a Kanzenze, appena fuori la capitale ruandese. Sono stati finora ritrovati circa 2000 cadaveri

Uwunkindi era stato ufficialmente indagato nel 2001 e arrestato lo scorso anno mentre entrava in Uganda dal Congo. Fino a quel momento era stato uno degli 11 massimi ricercati dalla Corte di Arusha. 


La Corte penale internazionale per il Ruanda, istituita nel 1994 a genocidio appena concluso,  dovrebbe terminare il suo mandato nel 2014, quando i processi ancora in corso dovrebbero essere trasferiti ai giudici nazionali. Uwunkindi è accusato di essere uno dei massimi responsabili del genocidio che costò la vita a oltre un milione di tutsi e hutu moderati. 


L'infermiera ruandese Yolande Mukagasana, appena riconosciuta Giusta con una cerimonia pubblica al Giardino dei Giusti di Milano, ha dichiarato a Gariwo: "È la prima volta che un imputato per il genocidio del Ruanda viene giudicato dallo stesso Paese dove è stato commesso il genocidio. Questo è molto importante per le vittime. Attendiamo ancora il trasferimento degli archivi, che suscita delle forti resistenze, ma la lotta per la verità e la giustizia continua".

20 aprile 2012

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Ruanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Ruanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Ruanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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La storia

André Sibomana

giornalista indipendente nel Ruanda del genocidio