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Genocidio Rwanda

Pedalare verso il futuro

“Rising from Ashes”, rinascere dalle ceneri. È il titolo del documentario che racconta i due mondi che si incontrano e si uniscono quando Jock Boyer, il primo corridore statunitense a partecipare al Tour de France, si trasferisce in Rwanda per aiutare un gruppo di sopravvissuti al genocidio del 1994 a raggiungere un importante obiettivo: creare una squadra nazionale di ciclismo.


Dallaire premiato con l'Elie Wiesel Award

Il Museo dell’Olocausto di Washington ha consegnato a Romeo Dallaire l’Elie Wiesel Award, premiando il suo tentativo di avvertire l’Onu del genocidio in corso in Rwanda. Il capitano ha parlato della prevenzione dei genocidi oggi e del suo stress post traumatico dopo i cento giorni del 1994.


Negare, minimizzare e giustificare i genocidi

Editoriale di Anna Foa, storica e docente all'Università La Sapienza di Roma

Non esiste un solo negazionismo, come non esiste un solo genocidio. Con questo termine, “negazionismo”, designiamo infatti tutti gli atteggiamenti volti a dichiarare nullo o mai avvenuto ogni genocidio o ad attribuirne le vittime, se


Yolande Mukagasana: una voce di speranza e di amore

Pistoia, 10 e 11 aprile. Due giorni per ricordare il genocidio in Rwanda del 1994, alla presenza di Yolande Mukagasana, sopravvissuta e testimone dello sterminio dei tutsi, delle autorità e di tanti giovani. Vi proponiamo la riflessione di Mauro Matteucci, uno dei promotori dell'iniziativa.


Vent’anni fa, il Rwanda

Editoriale di Gaddo Flego, medico, presente a Nyamata nel giugno 1994

Vent’anni fa, il Rwanda. Sono arrivato a Byumba, nel Nord, nella zona occupata da tempo dallo FPR, l’8 giugno del 1994, con Medici Senza Frontiere del Belgio. Ero rientrato in Italia dal Ciad una decina di giorni prima: del Rwanda


"E se Kagame dicesse il vero?"

Nel ventennale del genocidio del Rwanda, si è acceso il dibattito sulle responsabilità delle ex potenze coloniali e in particolare della Francia.


Rwanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Rwanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Rwanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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Il libro

Ruanda. Memorie di un genocidio

Livio Senigalliesi (fotografie di)

Multimedia

Rwanda

di Riccardo Salvetti, Italia, 2018

La storia

Padre Costantino Frisia

Missionario in Rwanda, mise in salvo delle giovani religiose tutsi durante i cento giorni del genocidio ruandese