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Genocidio Rwanda

“Senza odio né vendetta”

Alain e Dafroza Gauthier sono due “cacciatori di genocidi”, sulle orme di Simon Wiesenthal. Da più di 13 anni dedicano infatti la loro vita alla ricerca di prove e testimonianze per rintracciare gli artefici del genocidio in Rwanda del 1994 oggi nascosti in territorio francese.


Ricordare, unire, rinnovare

Il 7 aprile 1994, in seguito all'abbattimento dell’aereo del presidente hutu Habyarimana, iniziò in Rwanda lo sterminio dei tutsi ad opera degli hutu, che portò alla morte di più di 800mila persone in soli 100 giorni. Oggi il Paese si prepara al 20 anniversario del genocidio.


A Parigi il primo verdetto per il genocidio rwandese

Condanna a 25 anni di carcere per genocidio, mentre si avvicina il ventesimo anniversario del massacro dei tutsi per mano degli hutu. Accade in Francia, con il processo ai danni di Pascal Simbikangwa, ritenuto colpevole di complicità nel genocidio rwandese del 1994.


"Contro una nuova crociata"

Yolande Mukagasana, Giusta e testimone onorata al Giardino dei Giusti di Milano come testimone di verità, lancia un appello per fermare il genocidio in Repubblica Centrafricana. "Come una madre, cari fratelli africani, vi chiedo: 'Datemi un'altra ragione di speranza. Il Centro Africa oggi è diventato il Rwanda di ieri. Ma noi possiamo fermare il massacro". 


Rwanda, un'assoluzione eccellente

L'ombra del negazionismo, secondo la testimone del genocidio rwandese Yolande Mukagasana, incombe sui processi di Arusha per i fatti del 1994. Lo proverebbe la recente assoluzione dell'ex capo militare Augustin Ndindiliyamana. La questione è grave, mentre un altro genocidio sta per funestare la storia dell'umanità in Repubblica Centrafricana. 


Il genocidio del Rwanda 20 anni dopo

"Una popolazione giovane, consapevole dell'orrore ma senza sentirsi accusata". Questa la speranza per il futuro del Rwanda secondo Pierantonio Costa, il console italiano, Giusto al Giardino di Milano, che nel 1994 salvò oltre 300 bambini dalla furia annientatrice degli estremisti hutu.  


Rwanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Rwanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Rwanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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Multimedia

Paul Rusesabagina, No 'Ordinary Man'

Audio dell'intervista NPR al protagonista di Hotel Rwanda

La storia

Paul Rusesabagina

l'albergatore che salvò in Rwanda milleduecento persone dal genocidio dei tutsi