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Genocidio Rwanda

Let’s Unite!

In occasione del XIX anniversario della Giornata della Memoria in onore delle Vittime del Genocidio in Ruanda, il Dipartimento ONU della Pubblica Informazione ha pubblicato un documento che analizza la prevenzione dei genocidi e lo stato del processo di giustizia e riconciliazione del Ruanda.


Proscioglimenti in corso

Sconcerto in Ruanda per la sentenza del Tribunale penale internazionale con sede ad Arusha, che ha deciso la scarcerazione di due ex ministri ruandesi accusati di genocidio, Justin Mugenzi Prosper Mugiraneza. Il caso ricorda molto da vicino quello dell'assoluzione dei due generali croati Gotovina e Markac.


Rwanda, prete cattolico accusato di genocidio

Un prete cattolico rwandese, che lavora come receptionist al Vaticano, è accusato di genocidio e crimini contro l'umanità. Secondo molti testimoni è il responsabile della morte di migliaia di bambini a Gatara. Sulla sua testa pende un mandato di cattura internazionale. La procura di Roma dovrà decidere sull'estradizione.


Viaggio in Rwanda

Toccante testimonianza di Abdoulaye Bah, che diresse la missione ONU in Rwanda dopo il genocidio del 1994. Al posto del sangue e della melma ci sono strade moderne, crescita economica e uno sforzo sostenuto per riconciliare le anime. 


Il Rwanda chiude le corti popolari

Il sistema dei cosiddetti tribunali popolari o gacaca ha permesso di coinvolgere il pubblico nella giustizia e nella riconciliazione sul genocidio del 1994, ma ha anche registrato un certo numero di "gravi errori giudiziari" secondo le organizzazioni per la difesa dei diritti umani. 


Ex ministro del Rwanda condannato all'ergastolo

Callixte Nzabonimana dovrà scontare la pena del carcere a vita per essere stato tra i principali autori del genocidio del Rwanda nel 1994. 


Rwanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Rwanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Rwanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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Multimedia

Gabriele Nissim al Festival Diritti Umani di Lugano

"I Giusti insegnano ad assumersi una responsabilità"

La storia

Padre Costantino Frisia

Missionario in Rwanda, mise in salvo delle giovani religiose tutsi durante i cento giorni del genocidio ruandese