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Il Rwanda al Giardino di Milano

tre alberi per tre Giusti

Durante i cento giorni del genocidio dei tutsi, in Rwanda non c’era solo il Male. A soccorrere i perseguitati e a difendere la speranza nell’Umanità di fronte ai massacri, l’azione di alcune figure esemplari ha permesso l’affermazione del Bene anche in questa situazione estrema.
I Giusti del Rwanda sono più volte stati protagonisti delle cerimonie al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano, dove un albero e un cippo sono stati dedicati a Pierantonio Costa (2009), Romeo Dallaire (2011) e Yolande Mukagasana (2012).

Di seguito le iscrizioni presenti sui cippi:

A Pierantonio Costa
ha salvato molte vite durante il genocidio in Rwanda

A Romeo Dallaire
comandante dei Caschi blu
ha allertato le Nazioni Unite dell’imminente genocidio in Rwanda chiedendo invano l’invio di truppe

A Yolande Mukagasana
Salvata dal genocidio in Rwanda
testimone della memoria
ha difeso il valore della verità, della gratitudine e dell’impegno per la riconciliazione

 

Vi proponiamo inoltre l’intervista a Pierantonio Costa, realizzata al Giardino del Monte Stella il 5 maggio 2009:

4 aprile 2014

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Rwanda 1994

lo sterminio dei tutsi e degli hutu moderati

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compie in Rwanda, piccolo Stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei tutsi e degli hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu.
La regione Rwanda-Burundi, esplorata a fine ‘800 dai tedeschi, viene affidata con mandato della Società delle Nazioni, nel 1924, al Belgio. Forti delle teorie fisiognomiche ottocentesche, i belgi si appoggiano, nello sfruttamento coloniale, all’etnia tutsi, che si era conquistata la corona intorno al XVI secolo, unificando il Paese e instaurando un regime monarchico di tipo feudale, sottomettendo gli hutu e i twa. Nel 1933 i belgi inseriranno l’etnia di appartenenza (hutu e tutsi)  sui documenti di identità ruandesi.

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l'albergatore che salvò in Rwanda milleduecento persone dal genocidio dei tutsi