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Con gli occhi aperti

ritratto di Nadezhda Mandel'shtam

La scrittrice Marina Argenziano firma una vivida biografia della moglie di Osip Mandel'shtam, il grande poeta russo. 
Nadezhda si innamora di lui, lo sposa e non smette mai di stargli accanto, senza abbandonarlo nemmeno durante le persecuzioni del regime. Il poeta si spegne nel 1938, in un Gulag. La donna per molti anni non saprà nulla della sorte del compagno.

Marina Agenziano scrive: "Dopo la morte del marito, Nadezhda, vedova di un nemico del popolo, è costretta ad una fuga perpetua, si ferma ora qui ora lì con le valigie sempre pronte; ad ogni segnale di pericolo, deve partire di nuovo, senza perdere tempo. In questo continuo spostarsi, la sua corporatura già esile, si assottiglia ancora di più; Nadezhda, 'l’amica mendicante', come l’ha definita Osip in una poesia, è quasi senza peso per assecondare i suoi continui 'voli'. D’altronde non è forse vero che lei vive in una condizione di non persona, non essendo iscritta all’anagrafe? Senza casa, Nadezhda riesce a salvarsi. Vive insegnando o facendo l’operaia. 

'Bisogna lottare contro l’oblio, anche a costo della morte', le diceva spesso Osip. E Nadezhda ripete nella memoria, appena può, le parole delle poesie del marito, perché non vadano perse. Ricorda Nadezhda nelle sue memorie: “Di notte, mentre correvo su e giù per l’enorme reparto a sistemare le macchine, mormoravo versi. Dovevo imparare tutto a memoria […] La memoria era un mezzo supplementare di custodia, e mi è servita moltissimo nella mia difficile impresa.'
Ma la memoria, in quell’epoca 'pregutenberghiana', come la definisce l’Achmatova, in cui lasciare qualcosa di scritto è pericolosissimo, spesso diventa l’unico, prezioso mezzo di custodia".

3 dicembre 2010

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GULag

i lager sovietici

GULag è l’acronimo, introdotto nel 1930, di Gosudarstvennyj Upravlenje Lagerej (Direzione centrale dei lager).
Nel 1918, con l’inizio della guerra civile, fu creata una vasta rete di campi di concentramento per gli oppositori politici della neonata Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche (URSS). Nel 1919 venne creata la sezione lavori forzati. Il lavoro coatto era previsto come mezzo di redenzione sociale dalla stessa costituzione sovietica. Oltre alla funzione economica e punitiva, alcuni lager ebbero anche la funzione di eliminazione fisica dei deportati.

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