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I Giusti nel GULag - Relatori

Milano, 9 - 11 dicembre 2003

Pierluigi Battista

Editorialista della “Stampa”, quotidiano sul quale tiene anche una fortunata rubrica di cronaca culturale. Tra i suoi scritti: Cultura e ideologie, in Storia d'Italia. L'età contemporanea, Laterza, Roma-Bari, 1999; La fine dell’innocenza. Utopia, totalitarismo e comunismo, Marsilio, Venezia, 2000; Il partito degli intellettuali. Cultura e ideologie nell’Italia contemporanea, Laterza, Roma-Bari, 2001.

Francesco Bigazzi
Ricercatore del CNR presso l'Accademia delle Scienze Polacca, Ungherese e dell'URSS, responsabile dell'Ufficio di Corrispondenza dell'Agenzia ANSA prima a Varsavia dal 1979 al 1985 e poi a Mosca fino al 1989, ha collaborato con il quotidiano "Il Giorno" da Mosca fino al 1996 ed è attualmente collaboratore fisso del settimanale "Panorama" a Mosca, in Polonia e negli altri paesi dell'ex blocco sovietico. Ha pubblicato numerosi saggi e libri sul dissenso nell'Europa orientale e di denuncia dei crimini di Stalin e dello stalinismo, tra cui: Dialoghi del terrore (con Giancarlo Lehner), Ponte alle Grazie, Firenze, 1991; Il tragico Don (con Vladimir Galitzki), SugarCo, Milano, 1993; La tragedia dei comunisti italiani (con Giancarlo Lehner), Mondadori, Milano, 2000.

Slavy Boyanov
Filosofo bulgaro, durante la guerra è internato nel campo di concentramento di Eniqueuille, presso Xanthi. Studia all'università di Sofia e si specializza a Parigi, alla Sorbona, sulla filosofia europea. Tornato in patria, negli anni Cinquanta inizia l'insegnamento come docente di Storia della Filosofia occidentale all'università di Sofia e introduce lo studio di Giordano Bruno, attraverso il quale sviluppa il tema della centralità della persona umana, ripreso e approfondito nella sua opera maggiore, Difesa della persona umana. Nel 1956 viene espulso dal partito comunista e dall'università per le sue posizioni critiche verso il marxismo-leninismo, dopo essere stato arrestato con l'accusa di aver cercato di trasmettere in Occidente i propri manoscritti, sequestrati dagli uomini della "Sicurezza di Stato". Il nuovo corso seguito al XX congresso del PCUS gli evita il GULag, ma lo costringe a una vita di stenti, privato della cattedra e senza mezzi di sostentamento. Riammesso nel 1971 all'Istituto di Filosofia presso l'Accademia delle Scienze bulgare, espatria con la famiglia nel 1988, a 74 anni, e si stabilisce a Parigi, dove cura personalmente la traduzione in francese dei propri scritti, filosofici e letterari, intorno al tema dell'umanesimo, suscitando vivo interesse in Germania, Francia e Italia. Oggi, quasi novantenne, continua la ricerca teorica ed è riconosciuto come il maggior esponente del dissenso sotto il regime comunista in Bulgaria.

Elena Bonner Sacharova
I suoi genitori contribuiscono alla vittoria del potere sovietico, ma nel 1937 vengono arrestati e internati in un lager, in cui il padre muore di lì a poco. Elena viene espulsa dal Komsomol col marchio di “figlia di nemici del popolo", ma continua comunque a studiare tra enormi difficoltà e nel 1941, quando i tedeschi invadono l’URSS, parte come infermiera volontaria per il fronte, dove viene gravemente ferita. Solo con la morte di Stalin, che pone fine al progetto di persecuzione antiebraica dei "camici bianchi" (Elena è di origine ebrea e armena) riesce a completare gli studi di medicina. Nel 1970 inizia a sostenere la causa del dissenso e si lega all’accademico Andrej Sacharov, con il quale condivide le battaglie per i diritti dell’uomo, che conduce anche dopo la morte del marito e continua tuttora nelle Fondazioni e negli Istituti della nuova Russia e degli Stati Uniti. Tra i suoi libri spicca Soli insieme. In esilio con Andrej Sacharov, Garzanti Vallardi, Milano, 1986, che racconta l’esilio coatto a Gor’kij del premio Nobel per la Pace.

Sergej Chodorovic
Cresce in Siberia, a Barnaul, dove compie gli studi. Si trasferisce prima in Crimea e poi a Mosca dal 1972, dove prende contatto con il movimento della dissidenza. Nel 1977 assume la gestione del Fondo Solzhenicyn insieme ad Arina Ginzburg. Arrestato nel 1983 viene condannato a tre anni di lager a regime duro. Prima della scadenza della detenzione è nuovamente incriminato e condannato ad altri tre anni. Nel 1987 viene graziato e liberato a condizione che lasci l’URSS. Emigra in Francia, dove ottiene asilo politico.

Francesco M. Cataluccio
Lavora nel campo editoriale. Collabora a "MicroMega", "Riga", e al trimestrale polacco "Zeszyty Literackie" (Quaderni Letterari). Ha scritto, tra l'altro,Il destino della Polonia in Europa, 1700-1992. L'età delle rivoluzioni (a cura di E. Castelnuovo e V. Castronovo), Electa, Milano, 1991.
Ha introdotto e curato, tra l'altro, Testi letterari e conoscenza storica. La letteratura come fonte, Bruno Mondadori, Milano, 1986; B. Geremek, Le radici comuni dell'Europa, Il Saggiatore, Milano, 1991; Ch. Perechodnik, Sono un assassino? Autobiografia di un poliziotto ebreo, Feltrinelli, Milano, 1996.

Elena Chukovskaja
Laureata in chimica, figlia di Lidija e nipote del famoso letterato Kornej, da cui ha ricevuto in eredità lo sterminato archivio e del quale cura le pubblicazioni, ha lavorato per trentaquattro anni, fino al 1988, in un istituto di ricerca dell’Accademia delle Scienze a Mosca Alla fine del 1965 conosce Solzhenicyn, accolto da Kornej nella dacia di famiglia a Peredelkino, e si offre di aiutarlo dopo la confisca dei manoscritti e materiali delle sue opere da parte del KGB. Inizia così un sodalizio di cinque anni (più tre dopo l’espulsione di Solzhenicyn) raccontati dallo scrittore in un intero capitolo, l’ottavo, del suo libro Nevidimki (Gli Invisibili, 1992).

Aleksandr Daniel’
Figlio di Julij, attivo fin dagli anni Sessanta nel movimento dissidente, dirige dal 1990 il “Programma di ricerca sul dissenso e il movimento per i diritti dell’uomo nell’URSS. 1950-1980” dell’Associazione Memorial di Mosca.

Elena Dundovich
Svolge un dottorato di ricerca presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'università di Firenze e collabora con la cattedra di Storia delle Relazioni Internazionali e di Storia dell'Integrazione europea. È specialista sulla politica estera sovietica negli anni Settanta, in particolare sulla questione afgana, e si è occupata delle ricerche negli archivi sovietici sulle vittime italiane del GULag. Tra le sue pubblicazioni: Tra esilio e castigo. La repressione degli antifascisti italiani in Unione Sovietica (1936-1938), Carocci, Roma, 1998; Dalla Finlandia all'Afghanistan. L'URSS in Afghanistan: la lunga storia di Davide e Golia, Firenze, Centro Stampa 2P, luglio 2000; Reflections on the Gulag. With a documentary appendix on the Italians victim of repression in USSR. Annali della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, 2001 (a cura di Elena Dundovich, Francesca Gori, Emanuela Guercetti), Feltrinelli, Milano, 2003.

Arina (Zholkovskaja) Ginzburg
Si laurea in lettere all'università di Mosca, dove lavora dal 1960 al 1968, quando viene licenziata per essersi rifiutata di ripudiare pubblicamente il fidanzato, Aleksandr Ginzburg, arrestato all’inizio del 1967. Per due anni si batte per strappare alle autorità carcerarie il permesso di sposarlo. Alla fine il matrimonio viene registrato nel GULag, lager del villaggio Ozernyj in Mordovia. Rimane accanto al marito, nuovamente arrestato nel 1977, e gli subentra nella direzione del Fondo Solzhenicyn per l’aiuto ai detenuti politici e alle loro famiglie, insieme a Chodorovic e Land. Nel 1979 Aleksandr, privato della cittadinanza ed espulso dall’URSS, viene estradato negli Stati Uniti. Arina e i figli lo potranno raggiungere solo in un secondo tempo. La famiglia si sistema definitivamente in Francia, dove Arina, dal 1980 al 1997, lavora come vicedirettore nel settimanale in lingua russa “Russkaja Mysl”’.

Didi Gnocchi
Ha realizzato come inviata speciale reportage e documentari sul neonazismo in Germania e sull’ex Unione Sovietica, in particolare sulla tragedia del dopo Chernobyl e sull’Armata Rossa. È curatrice del programma televisivo Isole comprese. Nel 1999 ha vinto il festival Cinema Giovani di Torino. Ha pubblicato nel 2001 per Einaudi il volume Odissea rossa, sulla tragedia degli italiani nel GULag, in particolare sulla persecuzione di Edmondo Peluso, uno dei fondatori del PCI, arrestato a Mosca negli anni delle purghe staliniane e fucilato nel 1942.

Natalija Gorbanevskaja
Dopo aver compiuto studi letterari, si afferma come poeta, giornalista, traduttrice dal polacco, da altre lingue slave e dal francese. Negli anni Sessanta partecipa al movimento per la difesa dei diritti umani, fonda e redige il bollettino samizdat “Cronaca degli avvenimenti correnti”. Interviene, insieme ad altri sei dissidenti, alla dimostrazione sulla Piazza Rossa del 25 agosto 1968 contro l’invasione della Cecoslovacchia e l’anno dopo è tra i 15 fondatori del “Gruppo di iniziativa per la difesa dei diritti dell’uomo in URSS”. Viene punita con l’internamento coatto in un ospedale psichiatrico “speciale” per oltre due anni. Alla fine del 1975 emigra e si trasferisce a Parigi, dove collabora come giornalista esterna a Radio Liberty fino al 1988, anno in cui viene licenziata a causa delle scarse simpatie dimostrate nei confronti del gorbaciovismo. Collabora alla rivista politico-letteraria in lingua russa “Kontinent” fino al 1992, quando la testata si trasferisce a Mosca, e al settimanale “Russkaja Mysl’”; è membro del comitato di redazione della rivista polacca “Novaja Pol’sha”. Ha pubblicato una quindicina di raccolte di poesie, dal 1972 all’estero e dal 1996 in Russia.

Giovanni Guaita
Laureato in lettere alle Università di Ginevra (Licence en Lettres) e Cagliari (Lingue e letterature straniere) esperto di teologia e teologia orientale (Corsi superiori a Montet e all’Accademia teologica di San Pietroburgo), insegna Storia della letteratura italiana e Teoria della traduzione letteraria a Mosca, presso l’Università linguistica di Stato. Autore di numerosi saggi sulla spiritualità dell’Oriente cristiano e sulla vita delle Chiese, in particolare russa, ortodossa e armena, ha curato anche con scritti, traduzioni e redazioni opere di padre Pavel Florenskij e padre Aleksandr Men’.

Sergej Kovalëv
Biofisico e biologo, autore di più di 60 lavori scientifici. Dopo un primo intervento pubblico nel 1966, in difesa degli scrittori Sinjavskij e Daniel’, processati per “propaganda antisovietica”, si unisce al movimento per la difesa dei diritti umani in URSS, divenendone presto una delle figure più in vista. Membro fondatore, nel 1969, del “Gruppo d’iniziativa per la difesa dei diritti dell’uomo”, due anni dopo entra nel gruppo di redattori-editori della “Cronaca degli avvenimenti correnti” - il bollettino samizdat d’informazione indipendente - e nel 1974 diventa membro della sezione sovietica di “Amnesty International”. Arrestato nel dicembre dello stesso anno con l’imputazione di “agitazione e propaganda antisovietiche” viene condannato a sette anni di lager e tre di deportazione nella remota e gelida provincia di Magadan. Tornato a Mosca, nel 1987 organizza un Circolo della stampa denominato “Glasnost’” e nel dicembre del 1989, cedendo alle insistenze di Sacharov, si candida e viene eletto alle prime votazioni del neonato Congresso dei deputati del popolo. Dal 1994 è deputato della Duma di Stato della Federazione Russa. Accetta di presiedere la Commissione per i diritti dell’uomo presso il Presidente della Federazione Russa, ma si dimette nel 1996 per protesta contro il sanguinoso conflitto in Cecenia. Attualmente è deputato della Duma, membro della Delegazione russa all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Presidente dell’Istituto per i diritti dell’uomo e Copresidente dell’Associazione Memorial.

Jurij Malcev
Ultimati gli studi all’università di Leningrado (San Pietroburgo), si afferma come italianista; nel 1955 si trasferisce a Mosca dove collabora a diverse riviste e case editrici con articoli di critica letteraria e traduzioni dall’italiano in russo. Docente dal 1967 all’università di Mosca, l'anno successivo viene licenziato e rinchiuso nella clinica psichiatrica di Kascenko per la sua partecipazione al dissidente “Gruppo d’iniziativa per la difesa dei diritti dell’uomo”. Nel 1974 ottiene il permesso di emigrare e si stabilisce in Italia, dove insegna Lingua e letteratura russa prima nelle università di Parma e Perugia e poi alla Cattolica di Milano. Ha scritto saggi sulla letteratura del samizdat, su Pasternak, Bunin e Tolstoj, pubblicati in Italia e in Russia.

Armenak Manukyan
Dopo l’università è entrato nell’esercito nel 1972, diventando ufficiale di grado elevato dei "Servizi di Sicurezza" dell’Armenia; dal 1994 è membro dell’Unione dei giornalisti e dal 2002 di quella degli scrittori. Fa parte del comitato di direzione della Sezione armena di Memorial ed è professore all’università di Yerevan. Ha discusso la tesi di dottorato in scienze storiche sul tema “Le persecuzioni politiche e le loro conseguenze in Armenia negli anni 1920-1953”. È autore di numerosi articoli scientifici e di divulgazione, di opere letterarie e documentari per la televisione.

Gabriele Nissim
Saggista, ha fondato nel 1982 “L’Ottavo Giorno”, rivista italiana sul tema del dissenso nei paesi dell’Est europeo. Ha collaborato con le riviste “Panorama”, “Il Mondo” e con i quotidiani “Il Giornale” e “Il Corriere della Sera”. Per le reti di canale 5 e della Svizzera italiana ha realizzato numerosi documentari sull’opposizione clandestina ai regimi comunisti, sui problemi del postcomunismo e sulla condizione ebraica nei paesi dell’Est. È presidente del Comitato per la foresta dei giusti. Tra le sue pubblicazioni: Ebrei invisibili. I sopravvissuti nell’Europa orientale dal comunismo ad oggi (con Gabriele Eschenazi), Milano, Mondatori, 1995; L’uomo che fermò Hitler, Milano, Mondadori, 1998; Il tribunale del bene. La storia di Moshe Bejski, l’uomo che creò il Giardino dei giusti, Mondadori, Milano, 2003.

Sergio Rapetti
Traduttore e consulente letterario. Redattore editoriale, verso il 1970 inizia a promuovere e tradurre i testi della letteratura e cultura russa “del dissenso”: da Aksjonov, Chukovskaja e Maksimov a Solzhenicyn, Sinjavskij, Vladimov e Vojnovic, da R. Medvedev a Sacharov, a Tarkovskij. Corrispondente in Italia della rivista in lingua russa “Kontinent”, pubblicata a Parigi, promuove, insieme agli esuli russi, varie iniziative di sostegno e studio del movimento democratico dell’URSS e dei paesi comunisti, in particolare nell’ambito del Comitato italiano Helsinki (dell’International Helsinki Federation). Altri autori tradotti negli ultimi anni: Aleksievic, Averincev, Ekimov, Korolëv, Nosov, Slapovskij, Shalamov.

Anatolij Razumov
Storico e bibliografo, collaboratore scientifico della Biblioteca nazionale russa di San Pietroburgo, da vent’anni raccoglie dati e testimonianze sulla repressione politica in URSS. È membro del Comitato direttivo dell’istituzione “Cimitero memoriale di Levashovo”; dirige inoltre, sempre presso la Biblioteca nazionale, il progetto “Nomi restituiti”, che sta approntando la banca dati di un “Libro della memoria” elettronico. Sempre sulle vittime del Terrore staliniano negli anni '37-'38 sta curando la pubblicazione annotata e commentata di un Leningradskij Martirolog, del quale sono usciti per ora i volumi 1-5 (1995-2002): questo “Martirologio” è stato insignito per l’anno 2000 del premio Anciferov, che segnala i migliori testi scientifici sulla città di Pietroburgo e la sua storia.

Arsenij Roginskij
Storico, ultimata nel 1968 l’università a Tartu (Estonia), svolge studi e pubblica ricerche sulla storia dei movimenti sociali nella Russia del XIX-XX secolo. Negli anni Settanta è redattore dell’almanacco storico samizdat “Pamjat’” (Memoria), che documenta le repressioni politiche nell’epoca sovietica con materiali e analisi inediti e i cui testi dattiloscritti circolano clandestinamente e sono pubblicati in volume all’estero (la raccolta di questi almanacchi continuerà anche negli anni Ottanta). Dal 1998 è Presidente del Comitato direttivo dell’Associazione Memorial di Mosca, che nello stesso anno ha pubblicato un importante lavoro, di cui Roginskij è coautore, Il sistema dei campi di lavoro correzionale in URSS. Guida, Ed. “Zven’ja”, Mosca, 1998.

Viktor Shmyrov
Storico, professore di storia russa all’Università statale di Perm’, autore di numerose pubblicazioni, ha promosso molte iniziative sui problemi della storia del totalitarismo e dello sviluppo democratico della società. È direttore del Centro Memoriale di Storia delle Repressioni politiche Perm’-36, che ha trasformato in museo l’unico campo di lavoro correzionale del passato conservato intatto nelle sue strutture. Il Centro svolge un'intensa attività, rivolta soprattutto ai giovani e alle scuole, per mantenere viva nella Russia postsovietica la memoria dei milioni di vittime del GULlag.

Irina Sirotinskaja
Laureata all’istituto Storico-Archivistico, nel 1964 inizia a lavorare all’Archivio statale centrale di Letteratura e Arte di Mosca. Qui conosce Varlam Shalamov, del quale diventa collaboratrice e amica, aiutandolo a riordinare il proprio archivio letterario, che trasmette all’Archivio centrale. Dopo la morte di Shalamov si dedica alla pubblicazione della sua eredità letteraria: nel 1998, dopo varie edizioni parziali di poesie e racconti, usciranno per la sua cura le Opere in quattro volumi; attualmente lavora alla pubblicazione delle memorie, della corrispondenza e dei saggi dello scrittore, nonché di materiali relativi al suo caso giudiziario.

Vittorio Strada
Saggista e scrittore, storico della letteratura russa, dopo gli studi di filosofia a Milano e di filologia all’università di Mosca, si è dedicato allo studio della letteratura russa classica e moderna, con varie e importanti analisi critiche che spaziano dai classici russi dell’Ottocento agli scrittori e poeti del Novecento. Ordinario di lingua e letteratura russa all’università Ca’ Foscari di Venezia, direttore della rivista “Russia/Rossija”, ha contribuito a importanti progetti editoriali della casa editrice torinese Einaudi: Storia del marxismo, Enciclopedia, Storia della letteratura russa (con Fayard). Tra le raccolte di saggi: URSS-Russia, Rizzoli, Milano, 1985; Le veglie della ragione. Miti e figure della letteratura russa da Dostoevskij a Pasternak, Einaudi, Torino, 1986; La questione russa. Identità e destino, Marsilio, Venezia, 1991.

Nikita Struve
Già professore all’Università di Nanterre, dirige a Parigi le Edizioni YMCA Press, la storica casa editrice in lingua russa in Occidente, che ha pubblicato i filosofi, poeti, scrittori e saggisti più importanti delle tre ondate di emigrazione russa che si sono succedute durante i settant’anni di regime sovietico. È collaboratore e primo editore, nonché traduttore in francese, di Solzhenicyn. Negli anni Ottanta è stato in corrispondenza con Nadezhda Mandel’shtam e ne ha pubblicato le Memorie in russo (in tre volumi). Tra i saggi scritti in francese: Les Chrétiens en URSS, 1963, 1964; Ossip Mandelstam: le destin, l’idée, la voie, 1980.

Vladimir Tolz
Dopo il dottorato all’Istituto di storia dell’URSS dell’Accademia delle Scienze di Mosca, inizia a lavorare all’Archivio centrale statale e in alcuni istituti di ricerca della capitale. Negli anni Settanta collabora alla preparazione e alla diffusione del bollettino alternativo samizdat “Cronaca degli avvenimenti correnti”, e successivamente fonda il “Bollettino V”, che all’inizio degli anni Ottanta diventa il più importante bollettino di informazioni sul movimento di difesa dei diritti dell’uomo in URSS, diffuso anche all’estero. Nell’autunno del 1982 è accusato dal KGB di diffusione di materiali antisovietici ed espulso dall’URSS. Attualmente è redattore responsabile del Servizio russo di Radio Free Europe/Radio Liberty, a Praga.

Amatuni Virabyan
Dopo il dottorato di ricerca in scienze storiche, dal 2001 è direttore dell’Archivio Nazionale della Repubblica Armena. Specialista della storia del popolo armeno nel periodo sovietico, ha pubblicato su riviste scientifiche e periodici a larga diffusione più di 50 articoli sui problemi della formazione del Potere sovietico nel suo Paese, le conseguenze delle repressioni staliniane, i rapporti tra Stato sovietico e Chiesa. Nel 2001 ha pubblicato L’Armenia da Stalin a Chruscev. La vita politica e sociale negli anni 1945-1957.

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Convegno I Giusti nel GULag

9-10-11 dicembre 2003, Milano - Teatro Franco Parenti

La storia

Andrea Bertazzoni

il “compagno” fortunato che scampò a tutte le purghe di Stalin, ma non a quella del Pci