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Il dramma dei profughi nordcoreani

che le ONG non riescono ad alleviare

Checché ne pensino le autorità di Pechino, che li respinge come "migranti per motivi economici", i profughi nordcoreani non scappano solo dalla miseria, ma sono dei perseguitati politici. Nove di loro sono stati appena respinti alla frontiera tra Cina e Laos e messi su un aereo diretto a Pyongyang, dove secondo Human Rights Watch potrebbero subire "ulteriori danni". 

In particolare si teme che i nove, di età compresa tra i 15 e i 23 anni, finiscano dritti in un gulag. Le immagini aeree dei campi di lavoro nordcoreani ormai dimostrano non solo l'esistenza e l'espansione dei lager, ma anche il fatto che in alcuni di essi sono presenti camere a gas. Ci si finisce, spesso senza processo, per aver criticato il regime, per avere un parente oppositore, o anche solo per un pettegolezzo e le conseguenze fisiche e psichiche sono gravissime, a volte letali.


Così come "letali" sono per le ONG che cercherebbero di alleviare il problema gli "effetti indesiderati" delle sanzioni internazionali contro la Corea del Nord. Per impedire che Pyongyang percepisca fondi utilizzabili nel suo programma nucleare, Stati Uniti e ultimamente anche la Bank of China hanno rotto le relazioni economiche con la Banca per il Commercio Estero della Corea del Nord, da cui arrivavano finora i fondi per le associazioni umanitarie (l'Unione Europea si è chiamata fuori da questa decisione ufficialmente, ma le banche europee seguono di fatto le indicazioni di Washington). 


Il provvedimento non doveva sulla carta colpire le ONG, che ora hanno difficoltà perfino a pagare le bollette, ma era inteso solamente a colpire il programma atomico e a lanciare un messaggio alle élite del Paese impedendo loro di acquistare beni di lusso dall'estero. Tuttavia sta costringendo i loro uffici a chiudere e i loro leader ad adottare comportamenti rischiosi: portare molto contante fuori e dentro il Paese può infatti dare adito ad accuse di contrabbando e non si sa quali potrebbero essere le pene. 

30 maggio 2013

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GULag

i lager sovietici

GULag è l’acronimo, introdotto nel 1930, di Gosudarstvennyj Upravlenje Lagerej (Direzione centrale dei lager).
Nel 1918, con l’inizio della guerra civile, fu creata una vasta rete di campi di concentramento per gli oppositori politici della neonata Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche (URSS). Nel 1919 venne creata la sezione lavori forzati. Il lavoro coatto era previsto come mezzo di redenzione sociale dalla stessa costituzione sovietica. Oltre alla funzione economica e punitiva, alcuni lager ebbero anche la funzione di eliminazione fisica dei deportati.

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Il poligono di Butovo (2)

Documentario della rete Storia e Memoria, 2008

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Jaques Rossi

uno scrittore nel gulag