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Il primo museo virtuale del GULag

aperto nella Repubblica Ceca

Una videata del museo virtuale

Una videata del museo virtuale Askanews

All'indirizzo Gulag.cz si può oggi visitare il primo museo virtuale dei campi di lavoro forzato dell'Unione Sovietica realizzato in Repubblica Ceca dall'Istituto Ustrcr, Ustav pro studium totalitnich rezimu, in collaborazione con Memorial e altre associazioni molto importanti. 

Il centro Ustrcr si occupa dello studio dei regimi totalitari, nell'ambito di un progetto nato nel 2008 per ricordare i cittadini della ex Cecoslovacchia, o della minoranza ceca residente in Ucraina (che furono internati nei GULag a migliaia), oltre che dei perseguitati ungheresi e polacchi.

La Repubblica Ceca non è nuova a iniziative per ricordare i cupi anni della "normalizzazione sovietica". In una vietta di Praga seminascosta dalla presenza di un ingombrante casinò c'è già da molto tempo un museo "fisico" sugli orrori del comunismo.

Prima di questo sito esistevano diversi progetti online per documentare i GULag, ma erano all'interno di siti generici sul comunismo, quale ad esempio museumoncommunism.org.

Nel caso di questa nuova iniziativa praghese, per la prima volta, chi legge l'inglese, il ceco e il russo può accedere ai risultati di ampie ricerche che hanno una visibilità molto più ampia, grazie al Web che permette di superare confini e diffidenze

Gli studiosi dell'Ustrcr hanno compiuto ampie ricerche in Russia sui luoghi degli ex campi prima di mappare e documentare il simbolo più noto del sistema concentrazionario sovietico. Si spera che nei prossimi mesi il loro lavoro si arricchirà di sempre nuovi contributi. 

16 giugno 2016

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GULag

i lager sovietici

GULag è l’acronimo, introdotto nel 1930, di Gosudarstvennyj Upravlenje Lagerej (Direzione centrale dei lager).
Nel 1918, con l’inizio della guerra civile, fu creata una vasta rete di campi di concentramento per gli oppositori politici della neonata Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche (URSS). Nel 1919 venne creata la sezione lavori forzati. Il lavoro coatto era previsto come mezzo di redenzione sociale dalla stessa costituzione sovietica. Oltre alla funzione economica e punitiva, alcuni lager ebbero anche la funzione di eliminazione fisica dei deportati.

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