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La nazione gulag

testimonianza sulla Corea del Nord

Kim Young Soon ha commesso un solo crimine: essere amica di un'attrice che fu l'amante di Kim Jong-il, il "caro leader" morto l'anno scorso. Affinché non potesse spettegolare è stata rinchiusa per nove anni nel gulag di Yodok dove ha visto uccidere quasi tutti i suoi parenti, è stata sottoposta a infinite sessioni di "autocritica" e per sopravvivere ha dovuto cibarsi di piante e ratti.

Nel 2005 è stata rilasciata con il figlio e la figlia, ma il ragazzo è stato subito freddato dai soldati del regime alla frontiera, mentre cercava di fuggire. Lei ha raggiunto Seul, dove vive e da dove dedica la sua vita a denunciare la vita nella "nazione gulag", come chiama la Corea del Nord. 


In questo Paese benché non esistano dati ufficiali si stima che siano rinchiuse nei gulag più di 200.000 persone. In proporzione alla popolazione è una cifra pari a quelli detenuti nei campi durante lo stalinismo in URSS. La maggior parte degli internati non ha commesso crimini, ma è semplicemente parente di un un prigioniero politico.  

10 ottobre 2012

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GULag

i lager sovietici

GULag è l’acronimo, introdotto nel 1930, di Gosudarstvennyj Upravlenje Lagerej (Direzione centrale dei lager).
Nel 1918, con l’inizio della guerra civile, fu creata una vasta rete di campi di concentramento per gli oppositori politici della neonata Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche (URSS). Nel 1919 venne creata la sezione lavori forzati. Il lavoro coatto era previsto come mezzo di redenzione sociale dalla stessa costituzione sovietica. Oltre alla funzione economica e punitiva, alcuni lager ebbero anche la funzione di eliminazione fisica dei deportati.

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