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La Russia apre il primo museo statale sul GuLAG

all'inaugurazione la vedova Solzenicyn

Prigionieri del GuLAG al gelo

Prigionieri del GuLAG al gelo protecturi.org

"La vergogna ricada su di noi se ricordiamo solo le vittorie e cancelliamo le nostre grandi sconfitte" ha dichiarato Natalia Solzenicyna, vedova del Premio Nobel Aleksandr che con i suoi scritti ha fatto conoscere al mondo l'universo concentrazionario sovietico, in apertura della cerimonia inaugurale del Museo di quattro piani dedicato alla tragedia stalinista.

Nelle sale vengono denunciate le deportazioni, che coinvolsero almeno 20 milioni di persone, e le fucilazioni senza processo, di cui un milione avvenne solo nel 1938.

Nel Museo, che sorge a pochi passi dal Cremlino, vengono anche esposti i giacigli dei detenuti, indumenti strappati, catene, manette, picconi e immagini della propaganda sovietica.

Non mancano neanche pannelli interattivi con i documenti tenuti segreti per decenni, le lettere degli internati e le liste dei nomi degli arrestati, degli scomparsi e delle persone uccise nel regime sovietico.

3 novembre 2015

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GULag

i lager sovietici

GULag è l’acronimo, introdotto nel 1930, di Gosudarstvennyj Upravlenje Lagerej (Direzione centrale dei lager).
Nel 1918, con l’inizio della guerra civile, fu creata una vasta rete di campi di concentramento per gli oppositori politici della neonata Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche (URSS). Nel 1919 venne creata la sezione lavori forzati. Il lavoro coatto era previsto come mezzo di redenzione sociale dalla stessa costituzione sovietica. Oltre alla funzione economica e punitiva, alcuni lager ebbero anche la funzione di eliminazione fisica dei deportati.

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