Gariwo: la foresta dei Giusti

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Negazionismo

"Israele adotta la narrazione polacca sull'Olocausto"

Ofer Aderet scrive su Haaretz del 23 novembre che una riunione congiunta tra Netanyahu e la premier polacca Beata Szydlo darebbe ragione a quest'ultima, mantenendo il divieto di chiamare i lager "campi polacchi" e non promettendo nulla circa la revoca dei provvedimenti penali contro lo storico Jan Tomasz Gross.


Lo storico Tomasz Gross rischia il processo

Lo storico Tomasz Gross, che si è occupato a fondo del pogrom di Jedbawne nel quale diverse centinaia di ebrei furono uccisi dai vicini "polacchi etnici", rischia di andare a processo per l'esito dei suoi studi, secondo cui i polacchi, pur meritandosi di andare fieri della resistenza opposta al nazismo, uccisero "più ebrei che tedeschi".


Orhan Pamuk: "La libertà di pensiero non esiste più"

Sospensione di 11.500 insegnanti, rimozione di 24 sindaci, incarcerazioni, ora anche l'arresto degli intellettuali progressisti Mehmet e Ahmet Altan. Il Premio Nobel interviene denunciando la svolta sempre più autoritaria impressa alla Turchia dal suo Presidente Erdogan. 


Quo vadis, Polonia?

Shlomo Avineri, membro dell’Accademia israeliana delle Scienze, nonché originario della Polonia, è intervenuto nel dibattito sulla nuova legge polacca che criminalizza ogni allusione al coinvolgimento del Paese nella Shoah. 


Vietato dire che i lager furono "polacchi"

Daniel Blatman insegna Storia della Shoah alla Hebrew University di Gerusalemme. Su Haaretz del 31 agosto 2016, analizza un provvedimento dell'esecutivo di Varsavia per il quale è passibile di detenzione chiunque qualifichi di "polacchi" i lager che i nazisti crearono nella Polonia occupata.


"Ancora una volta, Israele nega il genocidio armeno"

In questi giorni era previsto il voto della Knesset sul riconoscimento del genocidio armeno. Il dibattito è stato poi rinviato per non rovinare le relazioni tra Israele e Turchia. Le considerazioni di Yair Auron su Haaretz del 4 luglio, che pubblichiamo qui, conservano comunque la loro validità per future discussioni. 


Negazionismo

il nemico della verità dei genocidi

Una delle caratteristiche ricorrenti nei fenomeni genocidari è il tentativo dei persecutori di occultare le prove dei massacri e negare l'intenzione dello sterminio, attribuendone la responsabilità alle stesse vittime, con un'operazione pianificata di mistificazione della realtà. 
Per attuare questo disegno risulta fondamentale piegare il linguaggio alle proprie esigenze. I nazisti ponevano un'attenzione maniacale all'uso di termini "neutri" per descrivere, non solo all'esterno, ma anche fra loro, la politica antiebraica: "soluzione finale" anziché sterminio, "trasporto" piuttosto che "deportazione"; gli stessi artifici linguistici utilizzati dagli autori del primo genocidio del XX secolo.

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Ban Ki Moon redarguisce Ahmadinejad

"rassicuri sul nucleare e non usi toni incendiari"