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Negazionismo

Vietato dire che i lager furono "polacchi"

Daniel Blatman insegna Storia della Shoah alla Hebrew University di Gerusalemme. Su Haaretz del 31 agosto 2016, analizza un provvedimento dell'esecutivo di Varsavia per il quale è passibile di detenzione chiunque qualifichi di "polacchi" i lager che i nazisti crearono nella Polonia occupata.


"Ancora una volta, Israele nega il genocidio armeno"

In questi giorni era previsto il voto della Knesset sul riconoscimento del genocidio armeno. Il dibattito è stato poi rinviato per non rovinare le relazioni tra Israele e Turchia. Le considerazioni di Yair Auron su Haaretz del 4 luglio, che pubblichiamo qui, conservano comunque la loro validità per future discussioni. 


Negazionismo, prevenire o reprimere?

Editoriale di Marcello Flores, storico e professore dell'Università di Siena

È triste dover ritornare ancora una volta sul reato di negazionismo, ma l’approvazione recente alla Camera, dopo che il Senato aveva già approvato dal canto suo una versione rivisitata del decreto che da anni gira tra le due sedi


"Chi nega non ignora"

Dopo una lunga navette con il Senato, la Camera ha approvato la legge che inserisce nell’ordinamento penale italiano il reato di negazionismo. Ne abbiamo parlato con Donatella di Cesare, filosofa e Docente all’Università La Sapienza di Roma, che ha seguito da vicino l'iter della legge.


"Nei miei libri svelo l'identità armena"

Intervista a Dogan Akhanli, scrittore imprigionato in Turchia che nei suoi libri ha narrato lo svelamento dell'identità armena di personaggi turchi e curdi apparentemente lontani da quella cultura. Akhanli, che si è battuto per la verità sull'omicidio di Hrant Dink e per la memoria del genocidio armeno, verrà onorato il 6 marzo a Berlino in occasione della prossima Giornata Europea dei Giusti. 


In Ungheria un 2014 contraddittorio

Il governo Orban da un lato proclama l'"Anno della Memoria" e dall'altro compie atti come l'istituzione di un ente storico negazionista e la costruzione di un "Memoriale dell'Occupazione" che ricorda solo i crimini tedeschi e non le responsabilità ungheresi nella Shoah. 


Negazionismo

il nemico della verità dei genocidi

Una delle caratteristiche ricorrenti nei fenomeni genocidari è il tentativo dei persecutori di occultare le prove dei massacri e negare l'intenzione dello sterminio, attribuendone la responsabilità alle stesse vittime, con un'operazione pianificata di mistificazione della realtà. 
Per attuare questo disegno risulta fondamentale piegare il linguaggio alle proprie esigenze. I nazisti ponevano un'attenzione maniacale all'uso di termini "neutri" per descrivere, non solo all'esterno, ma anche fra loro, la politica antiebraica: "soluzione finale" anziché sterminio, "trasporto" piuttosto che "deportazione"; gli stessi artifici linguistici utilizzati dagli autori del primo genocidio del XX secolo.

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