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Come prevenire i genocidi

Samantha Power spiega la politica degli Stati Uniti

L'Alto Responsabile degli Affari Multilaterali e dei Diritti Umani degli USA Samantha Power è intervenuta al Forum sulla prevenzione del genocidio di Parigi organizzato dal Mémorial de la Shoah francese e dallo US Holocaust Memorial Museum

La Power ha presentato le tre linee guida degli Stati Uniti per evitare scenari simili ai massacri della Bosnia, del Ruanda o del Darfur: 

•Un nuovo impegno strategico, un efficace meccanismo decisionale, che incida profondamente sulle politiche adottate e che non sia la semplice adesione alle risoluzioni ONU. Questo meccanismo decisionale deve permettere l'assegnazione di risorse appropriate e la realizzazione concreta della volontà politica per prevenire i genocidi. 

•Una struttura organizzativa adeguata. Il Presidente USA ha creato istituzioni e nominato figure di riferimento, dotando il Governo di nuove funzioni per fermare i massacri, come spiega il documento "Strategia di Sicurezza Nazionale" firmato dallo stesso Obama.

•La sistematizzazione della prevenzione, che non sia solo un progetto astratto. Gli ostacoli più significativi all'azione concreta non sono dati dall'assenza di informazioni su una data area ma sono costituiti da "priorità politiche conflittuali e da una comprensione limitata del Paese in pericolo".

Obama osserva con particolare attenzione i Paesi al voto, come il Sudan, dove ci saranno le consultazioni sulla secessione del Sud del Paese. La lotta contro il terrorismo va di pari passo con la prevenzione dei crimini di massa.

Questi obiettivi potranno essere realizzati grazie alla mobilitazione internazionale contro i genocidi, nata durante la pulizia etnica in ex Jugoslavia e cresciuta con il Darfur. Gli studenti, i comitati civici e religiosi, gli avvocati, i privati cittadini possono realmente influire sulle politiche nazionali: secondo la Power le denunce della società civile sono l'arma più temuta dai governi che violano i diritti umani.

28 novembre 2010

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Prevenzione delle persecuzioni

la memoria, i Giusti, l'impegno internazionale

La prevenzione dei genocidi e più in generale dei crimini contro l'Umanità è all'ordine del giorno della politica internazionale dopo le tragedie del Novecento in Europa e l'apertura di altri fronti di persecuzione e di sterminio nel mondo. La sensibilità degli Stati è cresciuta con l'entrata nel nuovo millennio, ma rimane ancora molto limitata e troppo spesso impotente.
Daniel J. Goldhagen, autore del famoso saggio I volenterosi carnefici di Hilter, nel successivo Peggio della guerra: lo stermini di massa nella storia dell'Umanità, conia un nuovo termine - eliminazionismo - per indicare tutte le forme di sterminio di massa, sottolineandone il carattere politico, di scelta lucidamente operata dai carnefici per ricavarne un vantaggio di potere.

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