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Studiare le conseguenze dei genocidi

a Siena il congresso della International association of genocide scholars

19-22 giugno 2013
Università di Siena


Si apre a Siena il 10° congresso della International association of genocide scholars (IAGS), l’associazione degli studiosi di genocidio. Il dibattito - dal tema The Aftermath of Genocide: Victims and Perpetrators, Representations and Interpretation - si propone di discutere, insieme a più di duecento esperti da tutto il mondo, delle modalità in cui le società hanno rappresentato e interpretato i diversi genocidi.

“Il modo in cui le società hanno affrontato la violenza e i massacri del passato - si legge sul sito dell’associazione - è uno degli aspetti degli studi sul genocidio che occorre interpretare, analizzare e approfondire.

Le rappresentazioni e le interpretazioni di questi fatti formano il modo in cui le società percepiscono il proprio passato, e questo influisce anche sui loro comportamenti. In un’epoca in cui il ruolo della comunicazione è sempre più forte, le rappresentazioni (narrativa, immagini, arte) spesso costituiscono il modo per conoscere il passato, specialmente per le giovani generazioni”.

Il congresso di Siena vedrà la partecipazione di esperti come Adama Dieng, special advisor per le Nazioni Unite per la prevenzione del genocidio, Pietro Kuciukian, console onorario della Repubblica di Armenia, Hayk Demoyan, direttore del  Museo del Genocidio armeno di Yerevan, Marcello Flores, storico e professore dell’Università di Siena, Youk Chhang, direttore del Centro di documentazione per il genocidio cambogiano e Nur Kholis, commissario per i diritti umani in Indonesia, divisi in Panel tematici.

Scopo del congresso è, secondo IAGS, “comprendere il significato delle atrocità che i genocidi producono non solo durante gli eventi ma anche dopo il genocidio stesso: vendetta, odio, paura, stereotipi reciproci, negazione, desensibilizzazione, sfiducia e sospetto”.

Nel box approfondimenti il programma completo del congresso

17 giugno 2013

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