Gariwo: la foresta dei Giusti

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Pulizia etnica Balcani

Izetbegovic domanda riconoscimento delle responsabilità serbe

Il Presidente di turno bosniaco-musulmano del governo di Sarajevo ha presentato ricorso in appello contro la sentenza che riconosceva come genocidio il solo massacro di Srebrenica, isolatamente da tutte le altre stragi commesse nelle guerre jugoslave. Per il politico, "tutti hanno bisogno della verità, anche chi si oppone". 


Dalla Shoah alle foibe, un filo rosso-bruno

Ha pesato quest'anno l'assenza delle massime cariche dello Stato all'appuntamento col Giorno del Ricordo a Basovizza e Trieste. Una scelta non felice, sia per la particolare ricorrenza del 70° anniversario dalla firma del trattato di pace che ha tolto all'Italia Istria e Dalmazia; sia per il sentimento così diffuso in queste terre ancora impregnate dell'orrore delle foibe


Fare i conti con il passato in Serbia

Al via il processo contro otto uomini serbi accusati di aver ordinato o preso parte al massacro di Srebrenica nel 1995. Per l’ex generale serbo-bosnico Ratko Mladic, invece, un giudizio è atteso per l’anno prossimo.


War Childhood Museum

Da ormai sei anni Jasminko Halilovic sta lavorando all’idea, al desiderio, di realizzare un museo permanente a Sarajevo per ricordare le storie di tutti i giovani adulti, suoi coetanei, che sono stati bambini durante la guerra in Bosnia


Il rebus bosniaco

Dopo il referendum del 25 settembre e le elezioni amministrative del 2 ottobre, in Bosnia la convivenza tra serbi, croati e musulmani è sempre più difficile. Nessuno forse vuole una nuova guerra, ma nel Paese si alimentano sentimenti separatisti e vecchi rancori etnici.


La sfida dei serbo bosniaci

“Volete celebrare il 9 gennaio come festa nazionale della Repubblica Srpska?”. Una domanda apparentemente innocua, se non fosse che il 9 gennaio in questione celebra la decisione presa nel 1992 dai parlamentari serbi di proclamare unilateralmente la Repubblica serba di Bosnia - primo atto di un conflitto conclusosi solo nel 1995.


La pulizia etnica

nella ex-Jugoslavia

La Jugoslavia federale era costituita da sei repubbliche (Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia) e due regioni autonome unite alla Serbia (Kosovo e Vojvodina). Con la morte di Tito, nel 1980, scoppiano le tensioni politiche che sono all'origine della guerra civile tra le varie repubbliche che componevano lo Stato federale.
Nel periodo che va dal 1990 al 1999, con un precedente nel 1989, quando la Serbia si oppone all'autonomia del Kosovo, le parti in guerra utilizzano a più riprese la pulizia etnica per prevalere.

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